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Editoriale

Serie A: la bravura di Italiano, la freddezza di Bonucci, i rimpianti di Mancini

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Il ritorno della Serie A spariglia un pochino le carte: una grande Fiorentina stoppa il Milan, Bonucci il rimpianto di…Mancini

Un ritorno con il botto per la Serie A che ha proposto un sabato dalle mille emozioni. A partire dalla prestazione sontuosa della Fiorentina di Vincenzo Italiano, senza dubbio tra i migliori allenatori del nostro panorama in questo momento.

Con un difesa assolutamente improvvisata, senza Milenkovic, Martinez Quarta e Nastasic, ancora una volta l’organizzazione di gioco ha dimostrato quanto sia più importante dei calciatori e dei loro nomi, esattamente come nella scorsa stagione quando il tecnico era alla guida dello Spezia. E così ecco confezionata l’impresa di infliggere la prima sconfitta in campionato al Milan, affondato dall’errore di Tatarusanu ma anche dall’aggressività, dall’intensità e dal ritmo di una Viola sontuosa.

Rossoneri non da buttare sia chiaro, rimessi in partita dalla sbavatura di Bonaventura e dalla classe immortale di Ibrahimovic, a segno due volte come un falco in una serata da passaggio di consegne. Perché l’altro grande protagonista della serata si chiama Dusan Vlahovic, devastante come ormai gli è abituale in questo incredibile 2021.

Poche ore prima, invece, l’ennesima rinascita della Juve in una stagione che definire altalenante è forse sin troppo poco. Solida, cinica e spietata come ai bei tempi. Di fatto unica nell’ottimizzare a proprio favore gli episodi.

Perché ad affondare una Lazio ancora incompiuta ci ha pensato una doppietta di Leonardo Bonucci. Insomma, non proprio il bomber che ci si aspetta, ma l’uomo giusto nel momento giusto. Personalità e freddezza nel trasformare le due chance dal dischetto.

Buon per Max Allegri che può finalmente ristorare la sua classifica con una vittoria pesante, ma a posteriori, un enorme rimpianto per tutti gli italiani. Perché ripensando a quel rigore di Jorginho contro la Svizzera, siamo certi che qualche imprecazione a casa di Roberto Mancini, e non solo, sia scappata.