Nainggolan: «Se continua, il campionato è ancora lungo: ce la giochiamo»

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Radja Nainggolan ha parlato in diretta sul canale ufficiale del Cagliari Calcio su Instagram: tra quarantena e obiettivi sul campo

Oggi è stato il turno di Radja Nainggolan. Il centrocampista belga ha parlato in diretta sul canale Instagram del Cagliari Calcio. Tanti i temi toccati dal Ninja, che ha raccontato come sta affrontando questo periodo di quarantena forzata fino agli eventuali obiettivi di campo, se il campionato dovesse riprendere.

LE DICHIARAZIONI – «Sono sereno. Aspettiamo ogni giorno notizie nuove per riprendere a giocare. Non siamo abituati a stare a casa, gioco alla PlayStation con i miei compagni per passare il tempo. A che ora vado a dormire? Non si può dire (ride, ndr). Sono cresciuto tra le difficoltà, da giovane ero anche una testa calda. Ora sono maturato. I centrocampisti che mi piacciono di più? Ce ne sono tanti. Modric, Seedorf, De Rossi, Strootman prima dell’infortunio, Brozovic, Barella… Il più forte in cui ho giocato comunque è stato quello della Roma con De Rossi, Strootman e Pjanic. Il gol alla Spal? Tra esecuzione e precisione è stato perfetto. Ho fatto altri gol belli da fuori area. Il tiro dalla distanza è uno dei miei punti forti, poi per me conta la vittoria di squadra. I gol vittoria sono quelli più belli. Mi sento sardo perché qui ho iniziato la mia carriera in Serie A, ci sono molto legato. È stato uno dei motivi per cui sono tornato. Era l’anno del Centenario. Il presidente ha fatto investimenti importanti, anche se i risultati ultimamente non sono stati buoni. Il campionato, se continua, è ancora lungo. Mancano 13 partite, siamo sempre lì. Vediamo dove possiamo arrivare. Sono rimasto legato al Cagliari così come alle altre squadre in cui ho giocato. Sono uno che si fa volere bene, anche se dicono che sono uno che crea problemi nello spogliatoio. Allenamenti? Ci hanno fatto arrivare delle bici per stare in movimento. Poi ogni fisico ha bisogno di un diverso allenamento. Ci dobbiamo però accontentare delle cose che abbiamo. A casa io non facevo mai nulla, ora sono obbligato. Stare dentro casa dopo un po’ diventa noioso, la vita vera è quella quotidiana. Anche andare al campo e stare in gruppo per 3-4 ore e poi tornare a casa è un’altra cosa. Ora però dobbiamo restare in casa per poter tornare alla normalità il prima possibile. Ho sempre detto che vorrei giocare fino a 34-35 anni. Ora che sto in casa da 2 settimane spero di poter giocare fino a 50 anni perché stare 24 ore in casa non fa per me. Appena finisce questo periodo mi faccio una bella serata come facevo una volta»