Cagliari, come cambierà il calcio post covid-19 secondo Giulini

Giulini Cagliari
© foto 04-03-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Presentazione Zenga. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Giulini

Sarà possibile riprendere il campionato quest’anno o la stagione è definitivamente chiusa? Ecco cosa pensa il presidente del Cagliari Tommaso Giulini

Tutto il mondo del calcio è con il fiato sospeso. Tutti i Club sono in attesa di conoscere le sorti del campionato e se e quando potrà riprendere la stagione. La voglia di calpestare il manto verde è tanta, ma fino a quando la situazione sanità non migliorerà, il rientro in campo rimarrà soltanto un sogno. Sulla questione si è espresso anche il presidente del Cagliari Tommaso Giulini che, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha rilasciato un’intervista: «Non faccio previsioni e farebbe bene un po’ a tutti non fare proclami e immaginare date. Si è parlato troppo in un momento in cui sarebbe stato più rispettoso e responsabile tacere e attendere vista la situazione e i morti. Semplicemente quando ci saranno le condizioni sanitarie per riprendere lo faremo. Oggi non ci sono».

COME CAMBIERÀ IL CALCIO – C’è una cosa però che spaventa il patron rossoblù: il futuro del calcio. A preoccuparlo è il modo di vivere il mondo del pallone che, a causa di questo stop forzato, cambierà inevitabilmente. Si dovranno tener conto di tanti aspetti, dalle partite giocate inizialmente a porte chiuse, agli abbonamenti che dovranno essere riprezzati e ai diritti tv: «I ricavi globalmente saranno inferiori e bisogna iniziare a trovare soluzioni non solo a livello italiano ma anche europeo. Servirebbe un meccanismo di salary cap per le principali leghe europee per evitare che la forbice tra grandi e piccoli Club aumenti ancora e difenderci da chi propone super leghe e superchampions, che in questo momento decreterebbero la fine delle competizioni nazionali, che invece andranno sostenute nel post virus».

TAGLIO STIPENDI – Negli ultimi giorni si è parlato tanto anche di un probabile taglio stipendi a giocatori, mister e addetti ai lavori delle varie squadre. Giulini, nel corso della sua chiacchierata, ha spiegato come nel contratto del tecnico Zenga era già stata inserita una clausola nella quale viene esplicitata la riduzione del salario qualora il campionato non dovesse riprendere. Per quanto riguarda i calciatori e collaboratori del Club, sottolinea come tutti debbano fare la propria parte con responsabilità e ringrazia tutti coloro che in questo momento così difficile stanno facendo sacrifici enormi per il bene della società.

LA RIPRESA DEL CAMPIONATO – Come ha espresso più volte, il presidente rossoblù ricorda che riprendere un campionato che non si potrebbe portare a termine a fine luglio abbia poco senso. L’idea di proporre, per quest’annata, il torneo Serie A in stile sudamericano non attrae Giulini che è crede non possa piacere nemmeno ai tifosi: «Va messo un limite e avere il coraggio di fare un triplice fischio finale».

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