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Editoriale

Inter-Atalanta, lo spettacolo che piace ai tifosi (meno agli scienziati)

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Il pareggio scaturito da Inter-Atalanta riconcilia con il gioco del calcio: offensivo, spregiudicato, folle e imprevedibile

L’incrocio Inter-Atalanta si può tranquillamente incastonare in bacheca come partita più spettacolare di questo inizio di Serie A. Ne è venuto fuori un incredibile 2-2 nel quale entrambe tornano a casa con quel misto di amarezza per la vittoria sfumata e di sollievo per la sconfitta evitata. E in questi casi il pareggio è di solito il risultato più equo.

Davvero abbiamo visto di tutto e di più, un match nel quale le rivali nerazzurre se le sono date di santa ragione come pugili che badano più a infierire nei punti deboli altrui che a salvaguardare i propri.

Arrembante l’avvio dei padroni di casa, ispirati da un Barella ancora una volta sontuoso in entrambe le fasi e sempre più fonte d’ispirazione per i compagni. Il resto lo ha fatto Lautaro Martinez con una volée favolosa che testimonia una volta di più le capacità del Toro in acrobazia.

Poi, però, è salito in cattedra Malinovskyi, senza dubbio il migliore in campo per qualità e quantità di produzione offensiva. Lo spazio tra le linee interiste è stato spesso terreno di conquista per la Dea, un aspetto sul quale l’Inter di Inzaghi dovrà lavorare a fondo.

Quando poi gli uomini di Gasperini sembravano aver ben salde le redini, ecco la ricca panchina meneghina a sconquassare la sfida. In particolare Dimarco, ingresso decisivo soprattutto nel bene, ma poi in fondo anche nel male con quel rigore schiantato sulla traversa.

E da un rimpianto all’altro, che dire della rete cancellata a Piccoli pochi istanti più tardi. Essenza primordiale di un Inter-Atalanta che accontenta gli amanti del calcio per intensità, coraggio e spregiudicatezza. Sicuramente meno i nostalgici del gioco all’italiana e gli scienziati del “prima non prenderle”. A noi, è piaciuta così.