ESCLUSIVA – Michele Fini: “Catania-Cagliari da tripla”

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Catania e Cagliari. Due tra le sorprese più belle di questo campionato. Ottavi in classifica con 45 punti, a meno due dalla Roma, i siciliani. Undicesimi a quota 38, a pari merito col Parma, i sardi, autori di un fantastico girone di ritorno con sei vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta alle spalle. Di fatto, salvezza raggiunta a otto giornate dal termine, nonostante le dolorose vicende legate al patron Cellino e allo stadio Is Arenas.
A tre giorni dalla sfida del “Massimino”, la redazione di Cagliarinews24.com ha contattato in esclusiva il doppio ex Michele Fini, 97 presenze con gli etnei dal 2001 al 2004, 66 con gli isolani dal 2007 al 2009.

Che partita si aspetta domenica pomeriggio?
Sarà una partita aperta. Catania e Cagliari hanno raggiunto il loro obiettivo iniziale che era quello di salvarsi in anticipo. Di sicuro non vorranno lasciare nessun punto sul campo. Entrambe le squadre hanno un gioco propenso ad attaccare“.

Qual’è il suo giudizio sulla stagione fin qui disputata da Catania e Cagliari?
Positiva senza dubbio per tutte e due. Il Catania ha raggiunto con largo anticipo la salvezza. Non era facile ripetersi dopo l’ottima stagione con Montella. Anche con Maran la squadra ha dimostrato buone cose. Per quanto riguarda il Cagliari, bisogna solo fare un plauso alla squadra perché ha saputo centrare il suo obiettivo nonostante tutte le difficoltà legate allo stadio e al presidente. Fortunatamente il fattore stadio non ha inciso e i giocatori sono stati bravi a rimanere alla larga da questi problemi“.

Tra i giocatori di Catania e Cagliari, c’è qualcuno che l’ha sorpresa particolarmente?
Nessuno in particolare. Hanno un ottimo collettivo, senza primedonne. Lavorano sempre in funzione del gruppo, elemento fondamentale se si vogliono raggiungere dei risultati“.

Tra i gol che ha segnato con le maglie di Catania e Cagliari, ce n’è qualcuno che ricorda più volentieri?
A Catania ricordo con piacere il gol contro il Taranto nel 2002 nella finale d’andata dei Playoff della C1. Tutta la città tornava finalmente a riassaporare il grande calcio. Di Cagliari, invece, non mi ricordo un gol in particolare, ho vissuto due stagioni bellissime nel loro insieme”.

Cosa pensa del suo ex compagno di squadra Diego Lopez sulla panchina del Cagliari?
La società e Diego hanno le giuste capacità per poter dirigere un gruppo di Serie A. Chi ha avuto in passato un’esperienza sul campo è avvantaggiato nello svolgere il ruolo di allenatore“.

Ritiene questo Cagliari all’altezza di quello allenato da Massimiliano Allegri?
Penso proprio di sì. Come ho già detto, la squadra ha raggiunto il suo obiettivo in anticipo. Sta dimostrando col gioco di poter fare un campionato importante. Il Cagliari di adesso si assomiglia molto a quello di Allegri. In queste categorie, poi, i giocatori che fanno davvero la differenza sono pochi“.

Secondo alcuni, a Cagliari mancherebbe un giocatore con le sue caratteristiche per il salto di qualità. Cosa si sente di dire?
Non credo. A centrocampo ci sono calciatori dalle qualità importanti con ottime individualità dal punto di vista tecnico. Oltre che con Daniele (Conti, ndr), ho giocato con Ekdal. Giocatore straordinario tecnicamente che si sta migliorando giorno dopo giorno. A Siena era troppo lezioso, ma adesso sta dando il suo contributo con giocate importanti. Poi, si sa, non siamo tutti uguali. Ognuno ha le proprie caratteristiche. Cabrera? Sinceramente non lo conosco. E’ arrivato da poco in un gruppo collaudato. Per un giovane che arriva dall’estero ci vuole del tempo prima che si integri. Ma a Cagliari sanno aspettare. Se è stata fatta questa scelta, è perché i dirigenti credono in lui“.

Qual è la sua opinione sulla vicenda Is Arenas?
Difficile farsi un’idea. Le uniche cose che possiamo sapere sono quelle che ci raccontano i giornali. E’ strano che alcune volte l’impianto venga  tenuto aperto e altre chiuso. Solo gli addetti ai lavori sanno di preciso cosa sta succedendo. E’ un peccato anche perché reputo lo stadio una  piccola bomboniera da riempire tutte le domeniche con il calore dei tifosi”.

Come sta andando la sua esperienza al Porto Torres?
E’ un’esperienza che permette, a me come ai più giovani, di continuare a giocare. Non mancano i problemi. Ci sono delle lacune, alcune società fanno fatica a portare avanti un progetto e a pagare gli ingaggi. E’ un calcio in cui vedo poco futuro, purtroppo“.

E’ allenatore degli esordienti del Sorso, squadra della sua città natale. Che consigli darebbe ai giovani che fanno scuola calcio o che stanno iniziando questo percorso?
Mancavano degli allenatori, così mi sono fatto avanti. Mi diverto, ma non mi ritengo ancora adatto ai giovani. Gli allenatori di adesso dovrebbero essere umili, leggere e studiare di più. Ai miei ragazzi non do consigli sul piano dell’aspirazione, quella ce l’hanno tutti. Tutti vorrebbero giocare un giorno in un grande stadio. Mi occupo, più che altro, dell’educazione e del rispetto verso i compagni e il mister. Sono piccole regole, ma che stanno alla base di un lungo percorso. In ogni gruppo bisogna sapersi inserire perché durante la carriera capita di doverne cambiare parecchi. Ci vuole umiltà. Chiaramente lavoriamo tanto anche sulla tecnica e la qualità. E’ mondo molto difficile comunque“.

Se la sente di fare un pronostico per domenica?
Ripeto, entrambe le squadre hanno raggiunto i loro obiettivi. Avranno poche pressioni e proprio per questo si potrebbero scoprire. Sarà una partita da tripla, aperta a ogni risultato, così evito di sbagliare“.

Ancora un sentito ringraziamento a Michele Fini per la disponibilità e la cortesia.

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