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Editoriale

Da Giroud a Palomino, la Serie A scopre il fuorigioco fantasma

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Il weekend della Serie A lancia l’Inter in fuga ma imperversano le polemiche sui casi di fuorigioco in Atalanta-Roma e Milan-Napoli

Due interpretazioni arbitrali che incidono parecchio sulla classifica di Serie A, capeggiata da un’Inter campione d’inverno con un turno d’anticipo. Simone Inzaghi può gongolare per una fuoriserie che trasuda gol e spettacolo, ma anche per gli inciampi delle corregionali prime antagoniste, per lo meno fino a sabato.

Poi, però, a favorire l’allungo del Biscione in vetta ecco Roma e Napoli. Ma non solo, perché al netto delle prestazioni eccellenti sciorinate dalle formazioni di José Mourinho e Luciano Spalletti, a fare la differenza anche due discutibili fischi senza i quali avremmo probabilmente osservato altri risultati.

Non l’ha presa bene sabato pomeriggio Gian Piero Gasperini: «Mi aspetto una spiegazione sull’episodio. Se Palomino la tocca è una cosa, se non la tocca è un altro. È una follia, l’arbitro aveva dato gol. Questa roba qui toglie credibilità. Vengano gli arbitri a spiegare e ci mettano la faccia».

Così come Stefano Pioli nel post Milan-Napoli non le ha mandate a dire, tralasciando per una sera aplomb in stile british: «Diranno che il regolamento è stato applicato, ma come fanno a dire che un giocatore a terra disturba l’intervento del difensore?».

Già, il regolamento parla chiaro: è passibile di fuorigioco il calciatore che impatta sulle capacità dell’avversario di giocare il pallone. E così la mano galeotta di Palomino su Cristante e il microscopico movimento delle gambe di Giroud diventano punibili, a rigor di normativa.

Nell’eterno dibattito tra attività e passività dei soggetti in causa, la Serie Ascopre così il fuorigioco “fantasma”. Contatti minimi e movimenti impercettibili, due irruzioni del VAR che è complicato non considerare in controtendenza con lo spirito del gioco. Questo è il calcio degli azzeccagarbugli, non certo quello che piace a noi amanti appassionati.

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