Cagliari, viaggio verso lo scudetto: la partita dell’anno

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Viaggio verso lo scudetto rossoblù: il nostro racconto mese per mese della trionfante stagione 1969/70 del Cagliari di Gigi Riva e compagni

La vendetta di Bonimba ha colpito il Cagliari, che si presenta agli inizi di marzo con un solo punto di vantaggio su una Juventus che si fa sempre più pericolosa e attende famelica lo scontro diretto di Torino. I rossoblù iniziano il mese superando il Napoli all’Amsicora: il 2-0 è firmato da Bobo Gori, svelto a riprendere una respinta di Zoff su bolide di Riva dal limite, e dallo stesso Rombo di Tuono che va a segno dal dischetto. Nella stessa giornata i bianconeri pareggiano in casa dell’Inter, sardi a più due sul secondo posto.

VERSO LO SCONTRO DIRETTO – La 23° giornata vede le due contendenti pareggiare: Juve fermata in casa dal Napoli, mentre un gol di Domenghini permette al Cagliari di uscire con un punto dal campo della Roma. La gara segna un nuovo stop per Tomasini, al rientro dopo due mesi di assenza: lesione del menisco e i rossoblù perdono nuovamente il difensore. Il distacco di Riva e compagni dall’inseguitrice bianconera resta di due punti, l’Italia calcistica attende con trepidazione la sfida diretta in programma il 15 marzo a Torino.

LA PARTITA DELL’ANNO (E DI LO BELLO) – Si arriva dunque alla sfida più attesa, entrata nella leggenda per gli aneddoti legati alla gestione istrionica dell’arbitro Lo Bello. Al Comunale apre le danze Niccolai con un delizioso colpo di testa ad anticipare il portiere, peccato però che quest’ultimo sia il suo compagno Albertosi. Ci pensa Riva a riequilibrare la gara allo scadere del primo tempo. Poi decide di salire sul palcoscenico Lo Bello, che dopo il rigore sbagliato da Haller fa ripetere l’esecuzione: stavolta sul dischetto va Anastasi e riporta avanti i bianconeri. La storia si mescola con la leggenda da quel momento in poi. Riva è furente e praticamente chiede di essere espulso, ma l’arbitro dal canto suo – secondo il ricordo raccontato da Cera – invita i sardi a spedire il pallone in area per lo stesso Gigi. Presto detto, al primo spintone sospetto Lo Bello fischia e indica il dischetto. Rombo di tuono gonfia la rete e poi si gira verso il direttore di gara: «E se l’avessi sbagliato?». Serafica e spiazzante la risposta: «L’avrei fatto ripetere». Si chiude con il risultato di due a due, un pareggio che rinforza gli uomini di Scopigno e frustra la rincorsa juventina.

LO STRAPPO DECISIVO – Sette giorni più tardi la Juventus, abbattuta dalla chance perduta, cade a Firenze. Il Cagliari invece incassa due punti all’Amsicora contro il Verona, decide il solito Gigi Riva su calcio di rigore. Il vantaggio sardo raddoppia passando a quattro lunghezze, comincia davvero a sentirsi il profumo dello Scudetto.

VERSO LA STORIA – Marzo si chiude con un pareggio per il Cagliari che rispetta la media inglese andando a impattare a Bologna: al Dall’Ara finisce zero a zero. La Juventus intanto strapazza il Milan e rosicchia un punto, ma ne restano tre di vantaggio per gli uomini di Scopigno. Si passa a un aprile destinato a consegnare quel Cagliari alla storia.

L’INIZIO DEL SOGNO
IL SORPASSO
LA PRIMA FUGA
CAMPIONI D’INVERNO
LA ROVESCIATA DELLA LEGGENDA
OLTRE LE DIFFICOLTÀ

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