Cagliari, viaggio verso lo scudetto: la prima fuga

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© foto Cagliari Calcio

Viaggio verso lo scudetto rossoblù: il nostro racconto mese per mese della trionfante stagione 1969/70 del Cagliari di Gigi Riva e compagni

Novembre porta al Cagliari una vittoria e due pareggi, forse non un bottino pieno in termini di punti ma frutto di tre partite che consolidano negli uomini di Scopigno la convinzione di essere competitivi al massimo livello. I rossoblù devono dire addio alla Coppa delle Fiere – fatale la doppia sconfitta contro i tedeschi del Carl Zeiss Jena – ma crescono costantemente in campionato.

NENÈ STENDE LA ROMA – Il primo match è casalingo: all’Amsicora i sardi si impongono sulla Roma di Helenio Herrera grazie a un diagonale vincente di Nenè. La vittoria arriva di misura ma al termine di una gara dominata da Riva e compagni, che colpiscono un palo e una traversa giocando gran parte della sfida dalle parti del portiere giallorosso. Due punti pesantissimi, con Inter e Fiorentina fermate da due pareggi: i rossoblù si lanciano in una mini-fuga, quattro lunghezze di vantaggio sul secondo posto.

PARI CON LA JUVE – Sette giorni dopo, la sfida di andata contro quella che sarà la vera contendente al titolo ma al momento è in piena crisi: una Juventus incerottata fa visita al Cagliari davanti a un Amsicora stracolmo. La gara si sblocca in avvio di ripresa quando Angelo Domenghini si invola in velocità e batte Tancredi, ma a tre minuti dal termine Antonello Cuccureddu, sardo all’esordio in bianconero, trova la rete del pareggio. Finisce uno a uno e la sensazione è che il Cagliari possa davvero dire la sua fino alla volata finale. A fare più paura al momento sono Fiorentina e Inter, la Juventus tentenna.

BRIVIDO A VERONA – Senza Gigi Riva, il Filosofo Scopigno va a Verona puntando sul limitare i danni per salvare la media inglese. Una gara giocata per forza di cose con un attacco leggero e per di più su un pantano, ci sono tutte le premesse per temere un passo falso. Per di più il Verona riceve la grazia inaspettata di un’autorete di Domenghini a metà primo tempo, e allora i rossoblù devono fare qualcosa a cui non sono abituati: scoprirsi. La ripresa è un monologo veronese, Albertosi si salva in tutti i modi possibili fin quando Greatti di sinistro infila in rete un pallone proveniente da corner e sporcato da una mischia in area. Finisce uno a uno, il pubblico di casa fischia rumorosamente ma Scopigno lascia la panchina con un sorriso che la dice lunga.

L’INIZIO DEL SOGNO
IL SORPASSO

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