Cagliari, l’ultimo valzer di Walter Zenga

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A San Siro è andata in scena l’ultima partita di Walter Zenga da allenatore del Cagliari: la società ha deciso di ripartire da Di Francesco

Il Cagliari di Zenga ha chiuso come aveva iniziato. In modo deludente. Dalla sconfitta di Verona a quella di Milano, con pochissimi acuti. Le vittorie contro Spal e Torino importanti per conquistare da subito i «punti salvezza» (ma l’obiettivo non era arrivare tra le prime 8-10?) e quella di mercoledì contro una Juventus con la testa già alla Champions League, servita forse a gettare più fumo negli occhi che togliersi una vera soddisfazione nel battere i campioni d’Italia. L’ultimo valzer di Walter a San Siro, nella sua Milano, è stato un’esecuzione decisa in partenza. La società lo ha silurato a neanche 5 ore dalla sua ultima partita, per poi annunciare in diretta tv la sua mancata conferma a pochi minuti dal calcio d’inizio. Tempi sbagliati, probabilmente, anche se Zenga ha provato a portare a termine fino all’ultimo la sua missione contro un Milan evidentemente fuori portata. Ha dato spazio ai giovani (tre Primavera in campo contemporaneamente a San Siro non sono cosa da tutti i giorni) e minuti di gloria a Pavoletti, rientrato quantomeno a odorare il profumo del prato dopo due interventi al crociato.

VALUTAZIONI – Si è chiusa così, con la sconfitta per 3-0 contro i rossoneri, la breve ma intensa avventura di Walter Zenga sulla panchina del Cagliari. Non senza veleni, come testimoniano le dichiarazioni nel post partita dell’ormai ex tecnico rossoblù, pentito di aver accettato un contratto con una clausola praticamente irraggiungibile (quella del 7° posto). Difficile se non impossibile valutare il suo operato. Non ha mai praticamente potuto allenare la squadra, giocando ogni tre giorni e vivendo una situazione paradossale chiuso nel centro sportivo di Asseminello per mesi senza sapere se avrebbe o meno concluso il campionato. Il poco che si è potuto vedere però non è stato evidentemente all’altezza, con scelte tattiche discutibili e prestazioni di squadra sottotono, nonostante l’attenuante di assenze importanti, quella di Nainggolan su tutti.

NUOVO PROGETTO – Ora il Cagliari riparte da un nuovo progetto, quello che verrà affidato ad Eusebio Di Francesco. Si aspetta solo la firma sul contratto biennale dell’ex allenatore di Sassuolo, Roma e Sampdoria. Ma non basta solo un allenatore per far fare il salto di qualità ad una società che ha mostrato fin troppi limiti in questi mesi e che ieri, per la prima volta in stagione, ha fatto mea culpa con le parole del presidente Giulini. Servono dirigenti competenti, programmazione e scelte oculate per dimenticare in fretta questo 2020. Il Centenario è stato una grande delusione e si porterà dietro inevitabilmente l’etichetta del fallimento.