Passetti: «Nuovo stadio da 24 mila posti, puntiamo alla stagione 21/22»

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Il direttore generale del Cagliari fra presente e futuro su stadio, sfida con il Napoli e blasone del club rossoblù. Mario Passetti fa il punto e indica la rotta

Il direttore generale del Cagliari su stadio attuale e futuro, prossimo avversario e altro. Mario Passetti, ai microfoni di Radiolina, ha raccontato il momento del club da tanti punti di vista, partendo dal peso specifico del sodalizio rossoblù: «Il Cagliari ha un valore pazzesco dovuto al fatto che rappresenta un’intera regione e un popolo. Prima di lavorarci non pensavo che fosse addirittura al nono posto in Italia per bacino di affezionati. Barella? È appena all’inizio del suo percorso, deve pensare a continuare e migliorarsi. Perché possa diventare una bandiera devono convergere tanti fattori, per ora abbiamo rinnovato il contratto e stiamo benissimo».

IL VAR – Fra gli argomenti anche il Var: «Credo che sia un ottimo supporto perché mira a rendere più oggettive le valutazioni. Si tratta del primo anno, ci sono stati degli sbagli ma ci auguriamo che già nei prossimi mesi gli errori si avvicinino allo zero».

CAGLIARI-NAPOLI – In avvicinamento al match di lunedì, Passetti ha preferito esulare dal discorso tecnico e indicare il cuore come spinta necessaria per affrontare la prima in classifica: «L’importante è ricordarci quale maglia portiamo addosso e scendere in campo anche per divertirci, solo così potremo fare bene. È una partita che noi tifosi sentiamo particolarmente, anche chi magari non c’era al famoso spareggio degli anni ’90 la aspetta con particolare attenzione».

LO STADIO – Naturalmente il dg del Cagliari si è dilungato anche sul tema che riguarda la casa futura dei rossoblù: «Vogliamo uno stadio che abbia una forte caratterizzazione, i tre progetti che stiamo vagliando sono diversi l’uno dall’altro e li stiamo studiando a fondo. La volontà è sempre quella di fare qualcosa di condiviso e trasparente, si tratta di un’opera che va al di là di noi stessi. Il processo di formazione è nato pian piano e ha visto le proposte da parte di tanti. Per quanto riguarda i tempi, siamo gli unici ad appoggiarci alla cosiddetta legge sugli stadi: l’insidia sta nel dover avere tempi certi dalle risposte della pubblica amministrazione, ma finora gli enti si sono sempre dimostrati puntuali. Quando avremo individuato il progettista, questi avrà un certo numero di mesi per presentare il progetto definitivo; da allora serviranno 180 giorni per avere la dichiarazione di pubblica utilità, e poi partirà il bando di gara per novanta giorni. Quindi saranno assegnati i lavori e potrà partire la costruzione. Presumibilmente vedremo l’inaugurazione nella stagione 2021/2022. La capienza? Siamo partiti da un progetto preliminare da 21mila posti, basato sulle statistiche di affluenza; già in questa fase di analisi siamo voluti passare a 24mila posti, anche per motivi di cuore e valutando i segnali che ci offre già la Sardegna Arena. Il prossimo passo è quello di vagliare i tre progetti dal 28 di marzo, raccoglieremo anche le preferenze dei tifosi. In base a una scheda di valutazione capiremo quale dei tre progetti risponde meglio alle nostre aspettative. Il nome del nuovo stadio? Non ci pensiamo ancora, siamo concentrati sul progetto. Ci sarà il coinvolgimento di qualche sponsor, a me piacerebbe se fosse un nome non meramente commerciale: staremo a vedere».

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