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Editoriale

La lettera di Pirlo alla Juve, la risposta a tutte le domande

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ndrea Pirlo ha salutato la Juve con una bellissima lettera d’addio in cui spiega sensazioni e sentimenti del suo primo anno da allenatore

Una lettera d’amore per la sua Juve: così Andrea Pirlo ha voluto salutare il club che gli donò seconda vita da calciatore e gli ha concesso l’onore dei primi vagiti da tecnico. Onori ma al contempo oneri e responsabilità, contro cui l’ex fuoriclasse del centrocampo ha dovuto alzare bandiera bianca.

Non per volontà sua, chiaramente, considerato “un finale che non mi aspettavo” a sottintendere la logica delusione e più di una punta d’amarezza. Ma è la vita crudele degli allenatori, a respirare altari e polveri in dettagli di tempo spesso velocissimi. Contrappeso per la disillusione, ecco anche però l’orgoglio.

L’orgoglio di chi difende a spada tratta la propria scelta con quel “non ho mai pensato al rischio che correvo, sebbene fosse abbastanza evidente” o con l’altrettanto significativo “se dovessi tornare indietro rifarei esattamente la stessa scelta”. Ma anche la consapevolezza di chi, in barba a qualsiasi altra credenza popolare, ha “raggiunto gli obiettivi che mi erano stati chiesti”.

Insomma, una risposta netta e decisa a chi lo ha spesso imputato come principale responsabile del fallimento stagione della Juventus. Perché al di là dei due trofei in bacheca e della qualificazione Champions League arraffata nell’ultima giornata, questo 2020/21 della Vecchia Signora non si può certamente definire soddisfacente in senso assoluto.

La più coraggiosa e interessante delle risposte però, riguarda proprio il futuro. Una dichiarazione di guerra tramite quel “è tempo di rimettersi in gioco e affrontare nuove sfide” che ci regala una certezza: Andrea Pirlo ha capito che il mestiere di allenatore gli piace eccome e dopo un battesimo così di fuoco tutto ciò che arriverà in seguito non potrà che essere più agevole. In bocca al lupo, Maestro.