Taglio stipendi Juve, applausi da FIGC e Lega: «Ognuno faccia la sua parte»

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La Juventus è il primo club in Italia a prendere una misura simile ed arrivano gli applausi di FIGC e Lega. Così il presidente Gravina: «Scelta che rientra nel solco della collaborazione che chiediamo da giorni»

Sembra ormai soltanto questione di tempo perchè l’esempio dato dalla Juventus venga imitato da altri club italiani. Rotto quello che sembrava un tabù. Calciatori e staff tecnico hanno deciso di ridursi lo stipendio delle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno: i mesi in cui verosimilmente il campionato non potrà essere disputato. La scelta rientra tra gli obiettivi auspicati dagli organi calcistici nazionali per permettere ai club di sgravarsi di parte delle spese in un momento in cui la produzione tende allo zero. Una decisione, resa nota nelle scorse ore dallo stesso club piemontese, che ha già incontrato il parere positivo di Lega Serie A e FIGC.

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LEGA – Così Paolo Dal Pino al Corriere della Sera sul momento del calcio italiano e la decisione della Juventus: «La dimensione sportiva deve temporaneamente farsi da parte, restano le dimensioni economiche e sociali. Tutti i club stanno cercando compatti di uscire da questa crisi. La Serie A tornerà a giocare solo quando le condizioni sanitarie e le decisioni governative lo consentiranno. Una strada dolorosa, ma virtuosa e obbligata. In un momento di emergenza il senso di responsabilità da parte di tutti è fondamentale. In generale vediamo ineluttabile una revisione del modello attuale e i periodi di crisi spesso aprono opportunità uniche di innovazione e di rilancio».

FIGC – Filtra soddisfazione anche dalla federazione. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha voluto ringraziare pubblicamente i bianconeri e spronato gli altri club a seguire l’esempio: «Ringrazio Giorgio Chiellini, i suoi compagni e Maurizio Sarri perchè nel solco della collaborazione che la Federazione auspica da giorni, hanno posto l’interesse generale al centro della loro interlocuzione con il club. L’unità e la solidarietà nel mondo del calcio rappresentano la prima grande risposta all’emergenza che stiamo vivendo e che rischia di essere ancor più grave se non dovessimo tornare a giocare. Solo attraverso il contributo di tutti i protagonisti, ognuno per la sua parte, renderemo il calcio più forte», riporta l’Ansa.

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