Ibarbo: «Seguo le orme di Asprilla, sognavo l’Italia. Nazionale? In cuor mio…»

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Era il 19 settembre 1993: Faustino Asprilla, attaccante colombiano del Parma di Nevio Scala, travolge il Torino di Mondonico con una tripletta, la prima di un calciatore colombiano in Serie A. Venti anni dopo il record viene equagliato da un calciatore del Cagliari, l’attaccante Victor Ibarbo, andato in gol per ben tre volte contro la Sampdoria, nel 3-1 a porte chiuse di Is Arenas. 

Eletto come ‘ambasciatore della settimana‘ del calcio colombiano, la redazione di GolCaracol.com’ ha intervistato telefonicamente l’attaccante del Cagliari, che ha rilasciato queste dichiarazioni riportate da CagliariNews24.com:  «Asprilla è una persona umile, è stato un grande campione, conosce bene il calcio italiano e me l’ha spesso consigliato. Sono onorato di essere accostato a ‘Tino’, è uno dei calciatori colombiani più importanti a livello mondiale. Per me è un orgoglio raggiungere un record che apparteneva ad un calciatore di questo livello e spero di seguire le sue orme. Gli attaccanti colombiani in Europa come Falcao o Muriel? Non solo gli attaccanti, ma tutti i calciatori colombiani stanno facendo molto bene nel calcio europeo».

LA PRIMA TRIPLETTA NON SI SCORDA MAI – Virata decisa poi sulla tripletta che ha permesso al Cagliari di raggiungere i tre punti contro la Sampdoria nel desolante vuoto di Is Arenas: «Sono molto contento per la tripletta contro la Sampdoria, la prima nella mia carriera italiana, speriamo sia d’aiuto. Segno poco ma faccio gol importanti? Non sono un goleador, ma un calciatore che cerca di dare sempre il massimo sul campo, il 100%». 

NAZIONALE, CI RIVEDREMO – Ibarbo prosegue, parlando del rapporto con la Nazionale colombiana, con cui ha già giocato nel 2010: «Sono molto contento per ciò che sto facendo con il Cagliari e mi concentro sulle partite con il mio club, naturalmente vedo la Nazionale come un punto di arrivo: in cuor mio spero che la chiamata arrivi molto presto». 

IBARBO E IL CASTEDDU – Il colombiano racconta i primi tempi degli arrivi in Italia: «Sono a Cagliari da due stagioni, all’inizio è stato complicato visto che non sapevo la lingua e l’ambientamento non veniva facilitato: ci sono sempre delle occasioni, come le feste di compleanno o gli incontri, con gli altri compagni di squadra in cui non si parla di calcio ma non sapendo la lingua era difficile esprimersi e comunicare. Adesso con il tempo sono migliorato: riesco a comprendere meglio la lingua e la parlo».

ITALIAN DREAM – Infine, Victor parla dei suoi sogni calcistici, anche se il più importante si è già realizzato: «Il mio sogno era giocare nel camponato italiano e già ci sono riuscito: fare bene non è impossibile, l’impresa ardua è confermarsi ma spero di continuare così e di rimanere nel calcio italiano».

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