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Di Francesco: «È l’occasione giusta per cambiare il nostro trend»

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Le parole dell’allenatore rossoblù Eusebio Di Francesco alla vigilia del lunch match Cagliari-Inter alla Sardegna Arena

Mancano poche ore a Cagliari-Inter, un match che si preannuncia infuocato per le due squadre che si affronteranno domani alle 12:30 alla Sardegna Arena. La squadra di Antonio Conte, dopo il pareggio contro lo Shakhtar Donetsk è stata eliminata dalla Champions League, mancando anche la qualificazione ai sedicesimi di Uefa Europa League e arriverà in Sardegna con un’aggressività e una voglia di vincere forse mai vista prima d’ora. Il Cagliari, però, non ha paura, è finalmente riuscito a recuperare quelle assenze fondamentali che avevano minato lo spirito del gruppo mandando in allarme giocatori e allenatore. Di Francesco crede nei suoi uomini, nella sua squadra ed è pronto ad affrontare i neroazzurri che ormai hanno come unico obiettivo arrivare al primo posto della classifica di Serie A per poter diventare Campioni d’Italia. Quella che è terminata poco fa è stata una conferenza stampa pre-gara diversa dal solito, con il ricordo di Paolo Rossi e la raccomandazione di partecipare alle iniziative che il Cagliari Calcio sta promuovendo in questi giorni per aiutare i più bisognosi. Ecco le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco rilasciate ai giornalisti presenti telematicamente in sala stampa.

DIFESA – «Per la linea difensiva non si pone il problema dell’età, è una questione di lavoro e di continuità. Potrebbero giocare nuovamente i due centrali giovani che avete visto a Verona. Ceppitelli, nonostante i pochi allenamenti, sta assimilando quello che io chiedo e potrebbe tornare utile durante la gara così come Pisacane. Difesa a tre? Più no che sì. Cercheremo di continuare a portare avanti quello su cui abbiamo lavorato. Non sono un grande amante dei cambiamenti anche se proprio il cambiamento è sinonimo di intelligenza, di comprensione di situazioni che si possono migliorare. In questo momento ho il desiderio di dare continuità, poi durante la gara posso scegliere un altro atteggiamento. Sarà la partita a suggerirmi cosa fare».

RECUPERI – «Oggi Klavan si è allenato per la prima volta con la squadra dopo l’infortunio. Simeone ha ripreso in maniera completa a partire da giovedì e sta bene, mi ha fatto una buona impressione a livello di condizione. Tra i giocatori che hanno contratto il Covid lui è sicuramente il più pronto per far parte della gara. Oggi ho rivisto in allenamento anche Nahitan Nandez che convocherò, mentre Pereiro e Godin sono ancora indisponibili».

TRIPALDELLI – «Alessandro non sarà convocato. Ha un problema muscolare evidenziato dagli esami fatti stamattina. Non so quali saranno i tempi di recupero però per questa e per la prossima partita quasi sicuramente non ci sarà».

EQUILIBRIO – «Contro il Verona più che di equilibrio parlerei di un Cagliari che ha dimostrato continuità per tutta la gara. Sicuramente abbiamo fatto meglio nel secondo tempo a livello tecnico e di sviluppo ma la squadra, al di là delle situazioni iniziali, ha difeso bene, è rimasta alta, ha cercato di mantenere gli equilibri. Senza l’equilibrio non si va da nessuna parte. Le squadre che hanno maggiore equilibrio sia tattico che mentale sono quelle che reggono di più. Come lo si trova? Attraverso il tempo, il lavoro, partite buone e meno buone cercando sempre di dare continuità».

MATCH CONTRO IL VERONA – «È stata la partita in cui abbiamo avuto più continuità nonostante le assenze importanti e nonostante la squadra fosse più giovane del solito. Questo è stato motivo di grande soddisfazione per me in tutti i sensi. Quello che dico sempre ai miei ragazzi è che dobbiamo dimostrare continuamente».

L’INTER – «L’aspetto mentale dell’Inter mi interessa relativamente. Noi dobbiamo pensare innanzitutto alla nostra crescita sapendo che davanti abbiamo davanti una squadra forte che ha voglia di rifarsi. Attenzione però: anche noi abbiamo la stessa voglia, vogliamo prenderci quei punti lasciati per strada e fare una gran partita. La cosa fondamentale che dà vantaggio è dare identità alla mia squadra, dare forza a quello che stiamo facendo. Dobbiamo ragionare di squadra, rimanendo compatti al di là di chi scenderà in campo le sensazioni sono positive perché danno tutti tanto in allenamento. La nostra arma è lavorare insieme e leggere bene le partite. L’unica pecca di questa gara è l’assenza del pubblico, ci avrebbe dato una grande mano. Avremmo avuto il dodicesimo uomo in campo».

L’IMPORTANZA DELLA PRESTAZIONE – « Dobbiamo migliorare le nostre prestazioni e anche la mentalità con cui le affrontiamo. Le difficoltà che abbiamo avuto inizialmente si stanno riproponendo anche in queste gare dove c’è maggiore qualità e continuità di lavoro. Nella partita di domani con un grande avversario come l’Inter dobbiamo essere bravi a cambiare il trend delle nostre gare. È l’occasione giusta per farlo anche se sappiamo che non sarà facile. Ci dobbiamo provare, abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Dobbiamo mettere in difficoltà l’Inter».

NAINGGOLAN – «Lo ritrovo sempre con grande piacere al di là di quello che sarà il suo futuro e gli dirò arrivederci».

VALUTAZIONI – «Le partite esistono per poter fare delle valutazioni. La domenica è la risposta più importante a quelli che sono gli allenamenti e a quello che i ragazzi mettono in campo. L’atteggiamento in allenamento è fondamentale perché poi lo riporti in partita, se i giocatori hanno resistito per 90 minuti è perché si sono allenati alla grande. Il prototipo in questo senso è Carboni: ha retto tutte le partite perchè si è sempre allenato con grande qualità tecnica, tattica e fisica. Ci sono i numeri che lo dimostrano».

MERCATO – «Si faranno sicuramente delle valutazioni anche per il mercato di gennaio, sia in entrata che in uscita. Devono essere fatte o per migliorare o per cercare di snellire questa rosa».

MARIN – «In questo periodo Marin è in crescita. Si è ripulito un po’ di quelle mancanze che si hanno quando si gioca in nazionale. ha avuto il tempo di riprendersi, di allenarsi, di lavorare meglio. Ribadisco: ci si allena per arrivare bene alle partite. Dare un allenamento in più permette ai giocatori di ritrovare una migliore condizione fisica e psicologica».

IL RICORDO DI PAOLO ROSSI – «Lo voglio ricordare con un sorriso, quello che lui aveva per tutti. Ho avuto la fortuna di conoscerlo da grandissimo tifoso dell’Italia e ho visto quella partita contro il Brasile in mezzo alla gente. È stata un’emozione unica, un tripudio di bandiere, di gioia. Ho poi conosciuto Paolo due anni e mezzo fa a Pescara e la cosa che mi piaceva più di tutte oltre il suo livello culturale, l’educazione era la sua semplicità, quella che manca un po’ nel nostro mondo. Dispiace che sia andato via uno che ha fatto la storia in quegli anni, il suo nome poi mi lega ai ricordi della mia famiglia e della mia terra».

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