Cagliari, il turnover è un esperimento fallito

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Il Cagliari perde in casa col Pordenone e dice addio alla Coppa Italia: il turnover troppo marcato, le mancate risposte dalla panchina e tanto altro fra le ragioni di un flop storico

«Non ho la sensazione di un Cagliari dalla panchina corta, anzi mi sento in obbligo di dare opportunità anche ad altri. Ho ampia scelta, vedrete anche domani che ognuno darà il suo contributo». Lette oggi, le parole di Diego Lopez alla vigilia di Cagliari-Pordenone stridono in modo doloroso con quanto visto in campo nel disastroso pomeriggio della Sardegna Arena. I rossoblù sono stati meritatamente battuti da una squadra che gioca due categorie più in basso, non può bastare un solo motivo per determinare un flop così clamoroso. Nella sconfitta odierna si sommano diversi fattori: in primis un atteggiamento da partitella di allenamento, sembrava che in palio non ci fosse proprio nulla e questo può essere dovuto all’aver preso sottogamba l’impegno, a non avere motivazioni nell’andare avanti in Coppa Italia o a entrambe le cose contemporaneamente.

Di certo a uscirne peggio sono proprio i giocatori che fin qui avevano trovato poco spazio. Detto per inciso che la qualità della panchina cagliaritana doveva essere sufficiente a prevalere sull’avversario per un ovvio discorso di valori in campo, emerge un gap troppo evidente fra coloro che in campionato stanno mostrando segnali di crescita e chi, per motivi fisici o tecnici, in questo momento parte dalla seconda linea. Difficile trovarsi in campo quando cambiano praticamente dieci undicesimi in un colpo solo – e qui la responsabilità è della guida tecnica, che non a caso sabato scorso aveva puntato per la prima volta su una formazione identica a quella del turno precedente – ma oggi si sono sommate troppe prove sotto tono. I segnali per gennaio sono lanciati, ma il Cagliari ha davanti a sé ancora tante partite importanti e deve poter contare sui subentranti. C’è chi deve ancora sudare per arrivare a livelli atletici accettabili e chi ritrovare la concentrazione: i fischi della Sardegna Arena hanno simboleggiato il malcontento del pubblico, ora sta al campo offrire le sue risposte.

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