Cagliari, il ds Carli: «Firmare per 43 punti sarebbe togliere un sogno ai tifosi»

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© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

Il direttore sportivo del Cagliari fa il punto sul calciomercato dei rossoblù fra entrate e uscite: Le parole di Marcello Carli a Sportitalia

Potessimo porre il Cagliari all’interno di un quadro, una persona su tutte avrebbe diritto di porre la sua firma in basso a destra, così da far sua una delle più belle creazioni degli ultimi anni. L’artista in questione è Marcello Carli, ds del club rossoblu, principale, ma non unico, autore della costruzione della rosa posta a disposizione di Rolando Maran: il direttore sportivo è intervenuto ai microfoni di SportItalia, all’interno della trasmissione SportItalia Mercato.

ENTUSIASMO – La sensazione che regna sovrana nella città del sole è quella dell’entusiasmo, come confermato dallo stesso ds, che interrogato riguardo a ciò che sta accadendo a Firenze con l’arrivo di Ribéry, ha commentato: «Questo fa bene al calcio, il fatto che una piazza come Firenze abbia ritrovato l’entusiasmo è qualcosa di buono, dal 2 settembre poi il discorso cambia. Anche Cagliari, città secondo me stupendo, sta vivendo l’estate con tanto entusiasmo. Per la gara con il Brescia sono già stati venduti tantissimi biglietti».

LE ULTIME MOSSE – Le idee del direttore sono chiare e ben scandite dalle sue parole. La seconda punta, quella che a detta di molti è l’ultima pedina che manca all’interno della rosa rossoblu, pare non essere una priorità per il club, conscio di poter contare su ottimi calciatori nel reparto avanzato, senza però rinunciare a ciò che il mercato potrebbe offrire negli ultimi giorni «Mancano 10 giorni, se il mercato avrà qualcosa da offrirci lo prenderemo. Certo è che non compreremo tanto per comprare. In attacco possiamo contare su grandi giocatori, siamo in tanti ma siamo contenti del nostro reparto avanzato. Sono contento soprattutto delle conferme, Cragno, Pavoletti, Klavan e tanti altri. Avevamo intenzione di comprare solo due centrocampisti, poi c’è stata quest’occasione (Nainggolan, ndr) e il presidente non si è tirato indietro». E su Ounas, attaccante accostato a più riprese ai colori rossoblu, dice «È un giocatore di grande livello».

CRAGNO – Forse senza la giusta dose di imprevisti, le emozioni non sarebbero le stesse. Ciò che non era assolutamente stato messo in preventivo, è l’infortunio di Cragno, rimediato alla spalla durante la trasferta di Fenerbahce. Così il ds «Le sensazioni su Cragno sono di apprensione. Sappiamo di poter contare su Rafael e Aresti. Speriamo di aver un quadro più preciso lunedì dopo l’ultimo consulto medico».

BARELLA – Il mercato del Cagliari era iniziato con una cessione eccellente: quella di Barella. Malgrado il Cagliari abbia perso uno dei suoi pezzi più pregiati, è stata proprio la cessione del centrocampista cagliaritano ad innescare il mercato rossoblu, grazie alla cospicua somma entrata nelle casse del club, come confermato dallo stesso Carli: «La Roma era interessata e ha fatto di tutto per avere Nicolò, a livello di trattativa a noi avrebbe fatto comodo la trattativa con i giallorossi, poiché avremmo potuto inserire qualche calciatore come contropartita. È stata determinante la volontà del giocatore. È grazie ai soldi della sua cessione che il club ha potuto permettersi certi acquisti. Nicolò è un ragazzo attaccatissimo al Cagliari, spero i tifosi gli riservino una grande accoglienza».

COLOMBATTO – Tanti i temi toccati dal ds partendo dal mercato in uscita, protagonista in queste ore è Santiago Colombatto, accostato in precedenza alla Virtus Entella Il ds ha confermato invece la pista che lo vuole verso il Belgio, precisamente al Sint-Truiden: «La trattativa per Colombatto c’è, ci sono delle possibilità che venga portata a termine».

L’OBIETTIVO – Incalzato su quale potesse essere l’obiettivo della stagione e se “firmerebbe” per arrivare a 43 punti, Carli ha così risposto: «Firmare per 43 punti vorrebbe dire togliere un sogno ai tifosi. Questa società è grande e punta a fare bene, le leggende passate a Cagliari sono il nostro faro».

Andrea Zedda