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Cagliari, i pagelloni dei centrocampisti: fiore all’occhiello

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I pagelloni del Cagliari 2019/20: i centrocampisti. Nainggolan, Nandez e Rog di un altro pianeta, dietro i tre più di qualche dubbio

BIRSA 4.5: Senza dubbio il peggiore dell’intero pacchetto mediano rossoblù. Il fatto che Maran, suo padre putativo, lo lasci con costanza a svernare in panchina la racconta lunga sullo stato di forma attuale dello sloveno. Birsa riesce a trovare spazio solo con l’arrivo di Zenga, inanellando una serie di prestazioni ampiamente insufficienti. Da trequartista non trova mai il guizzo, da interno non riesce a garantire né quantità né qualità. Meglio glissare sulle prove offerte da regista.

CASTRO 5.5: Il Pata ha ormai scavallato i 30 anni, e il passare delle primavere comincia a far pagare il proprio conto. Perde il posto da titolare, senza diritto di replica, in favore di Nainggolan e deve accontentarsi di subentrare a partita in corso. Il suo impatto con la gara non è sempre positivo, e il calo di forma fisica offusca la sua classe innata. Capisce che il suo idillio isolano è giunto al termine e a gennaio decide di rimettersi in gioco con la Spal.

DEIOLA S.V.: Non scende praticamente mai in campo. L’unico scampolo di gara concessogli da Maran coincide con il ricordo più drammatico della stagione: Cagliari-Lazio. Subentra a Nainggolan giusto in tempo per vedere da vicino il gol di Caicedo a fine gara. L’acquisto dei “tre moschettieri” lo priva di qualsiasi aspirazione di campo, e a gennaio è costretto a migrare in Puglia alla ricerca di miglior sorte.

CIGARINI 6: Il regista è uno dei pochi rossoblù a poter giocare in Serie A con il pilota automatico. Conosce il campionato come le sue tasche e in campo va raramente in affanno. Le poche défaillance, però, hanno sempre conseguenze pesanti: vedi il rosso contro il Verona. A ogni modo gioca un ottimo avvio di stagione, favorito dal dinamismo dei compagni di reparto che gli permette di avere principalmente compiti d’impostazione. Si smarrisce quando l’Europa diventa un miraggio, chiude (verosimilmente) la sua avventura a Cagliari in maniera burrascosa a causa dei problemi con Zenga.

IONITA 5.5: Stagione sottotono del moldavo, protagonista di un lento processo involutivo. Succube dell’arrivo di nuovi rinforzi in mediana, non riesce a imporsi al meglio nel ruolo di primo ricambio. Ha tante occasioni per mettersi in mostra, complici gli infortuni di Rog e Nainggolan. Gioca un buon avvio di stagione, ma è tra i giocatori che risentono di più del crollo post-Lazio: le prestazioni di fine campionato, in particolar modo, sono preoccupanti.

NAINGGOLAN 7.5: Quest’anno è esistito un Cagliari con Nainggolan e un Cagliari senza il Ninja. La sua presenza in campo muta totalmente il volto dei rossoblù, che senza il loro top player appaiono spaesati. Radja conferma di essere ancora un calciatore unico per doti e carisma. Con giocate da campione e personalità trascina la squadra nei momenti più bui: la partita contro la Sampdoria è l’emblema dell’imprescindibilità del belga.

NANDEZ 7.5: Agonismo, corsa, intensità, qualità. L’uruguagio ha tutto ciò che serve per fare il grande salto nel calcio che conta. Nandez ha avuto un impatto impressionante con il vecchio continente, e intanto il Cagliari si coccola il suo gioiello. L’ultimo a mollare anche quando i rossoblù scendono in campo con gli occhiali da sole. Motorino instancabile, stupisce per lucidità nei momenti decisivi: sbaglia difficilmente il gesto tecnico e quasi mai la scelta.

OLIVA 6: Il maggior utilizzo del regista rispetto alla passata stagione è indice di un percorso di adattamento ormai giunto al termine. Nella fase iniziale della stagione si rivela un elemento prezioso nel ruolo di vice-Cigarini, fornisce prestazioni convincenti e si toglie lo sfizio di firmare la vittoria rossoblù a Bergamo. Dopo il lockdown sparisce dai radar a causa di un infortunio alla caviglia.

ROG 7: Gradevole sorpresa, ricompensa il grosso investimento fatto dal presidente Giulini con un’ottima stagione. Centrocampista eclettico, non soffre il cambio d’allenatore e di moduli adattandosi a tutte le situazioni. A Cagliari trova la sua dimensione, diventando fin da subito pedina fondamentale sia per Maran che per Zenga. Ottimo in fase di rottura, prezioso in transizione offensiva e nel palleggio. L’unica pecca è prettamente statistica: al suo attivo solo un gol e un assist.

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