Beretta: «Cagliari a forte identità sarda, il vivaio sulle orme dell’Athletic Bilbao»

Beretta Cagliari
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Le nuove norme di composizione delle rose dovrebbero portare la Serie A a una maggiore presenza di giovani, per di più provenienti dai settori giovanili dei club nostrani. Una scelta precisa quella della federazione, ma gli effetti sul campo tardano a vedersi.
Per un commento sulla situazione dei vivai, Sky Sport ha ospitato il responsabile del settore giovanile del Cagliari: il tecnico milanese ha raccontato il suo punto di vista legandolo inevitabilmente a quello del vivaio cagliaritano.

 

Questo il pensiero di Beretta su norme, funzionamento dei vivai e anche sulla partnership che lega l’Olbia al Cagliari: «Io ho deciso di tornare ad allenare ai ragazzi perché lo desideravo da tempo. Negli ultimi anni diverse cose nel calcio non mi piacevano e ho ripreso il discorso con Giulini. Con i giovani devi badare relativamente al risultato, interessa la crescita dei ragazzi e portarli in prima squadra. Il nostro obiettivo è quello, e riguarda ragazzi possibilmente sardi. La Serie A crede poco nei giovani, è un dato di fatto. Sulle norme sono sempre stato un po’ scettico, credo che incidano di più le dinamiche economiche e il pensiero generale verso i giovani. Spero che quest’ultimo cambi e che si cominci a dare più spazio ai ragazzi anche di giovane età nel massimo campionato. Bisogna dare continuità ai giocatori, molti club a volte hanno bisogno di ragazzi perché giocano le coppe e sono presenze sporadiche, ci vogliono invece investimenti veri nel settore giovanile da parte dei club. Chi vuole fare bene nel vivaio deve investire prima di tutto nei tecnici. La differenza può farla anche una squadra B, succede in tanti campionati ed è una cosa che si può prendere a modello. Si potrebbe prendere spunto da lì per trovare un metodo italiano di valorizzazione delle giovani risorse. Noi a Cagliari abbiamo un progetto con l’Olbia  molto importante per tutto il movimento. La grande amicizia fra i due presidenti ci permette una forte partnership, utile sia a livello di prima squadra che di vivaio per far trovare continuità di utilizzo a tanti giocatori. Il sogno è quello di una forte identità sarda, l’Athletic Bilbao da questo punto di vista è un grande esempio: la strada è lunga ma resta il nostro grande obiettivo. Il Cagliari come prima squadra ha un’età media alta ma è una scelta oculata per garantire il mantenimento della categoria e poi organizzarsi per il futuro. In Primavera abbiamo tanti ragazzi anche più giovani dell’età relativa a quel campionato. In Sardegna tanti ragazzi arrivano dall’Ogliastra, dal nuorese, dal sassarese e da Cagliari: non c’è una zona che prevalga nello sfornare talenti. A livello di vivaio c’è una forte prevalenza di giocatori sardi, è quello che vogliamo».

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