L’AIC risponde alla FIGC: «Prematuro parlare di taglio stipendi»

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L’Associazione Italiana Calciatori risponde a Gravina: «Prematuro parlare di taglio degli stipendi: solo dopo aver quantificato i danni si potranno prendere delle decisioni»

Nella giornata di ieri Gabriele Gravina ha toccato anche il tema relativo ad un eventuale taglio degli stipendi dei calciatori. Il presidente federale ha evidenziato come non debba essere un tabù ma una delle possibili opzioni per aiutare i club a non soccombere di fronte ai danni economici portati dal diffondersi del Coronavirus. Oggi è prontamente arrivata la risposta dell’Associazione Italiana Calciatori, che ha definito prematuro pensare a soluzioni di questo genere.

Così Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, all’Ansa: «Il tema della sostenibilità del calcio durante e dopo questa crisi globale è ovviamente di estremo interesse per tutti quelli che vivono in questo sistema, calciatori compresi. Tutti abbiamo l’interesse che l’equilibrio economico venga preservato e proprio per questo dobbiamo valutare tutti gli elementi del momento, che ci diranno quale sarà il ruolo dei calciatori»Gli ha fatto eco il vicepresidente Calcagno: «E’ prematuro parlare di stipendi: per ora con le varie componenti, dalla A alla Lega Pro, stiamo discutendo dei danni che ci saranno all’interno del nostro sistema. Solamente dopo averli quantificati si potranno prendere delle decisioni. Per questo il taglio agli stipendi non è un argomento all’ordine del giorno. Oggi al primo punto c’è l’emergenza Coronavirus. Si parla di allenamenti slittati, di quando riprendere e delle modalità da attuare».

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