Is Arenas, il paradossale caso di uno Stadio all’avanguardia

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Logorante, frustrante e interminabile: la situazione legata allo Stadio di Is Arenas è diventata ormai una telenovela, degna delle più longeve soap opera. I tifosi rispondono con l’organizzazione di una manifestazione pacifica, fissata per mercoledì 6 marzo, che avrà luogo a Cagliari e toccherà, tra gli altri luoghi, anche Piazza Yenne con la sua statua di Carlo Felice, simbolo per i tifosi della squadra cagliaritana; manca poco più di un giorno e finalmente le voci di tutti i sostenitori Cagliaritani si uniranno in un solo coro, “Is Arenas Is Now”. Non solo, anche la società Cagliari Calcio ha deciso di presenziare alla protesta e, come già noto, anche il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni si renderà partecipe, per sostenere le ragioni dell’intero popolo RossoBlu. Una manifestazione organizzata dagli stessi tifosi, tramite il gruppo “Tifosi del Cagliari: dateci uno stadio” presente su Facebook, social network che ormai fa da portavoce al lancinante malcontento dei sostenitori cagliaritani. L’obiettivo che si sono prefissati gli organizzatori dell’evento è ottenere l’apertura dello Stadio almeno fino alla fine di questo Campionato, da parte del prefetto di Cagliari Alessio Giuffrida.

Non si tratta solamente del diritto della squadra di Massimo Cellino, ora agli arresti domiciliari presso la comunità di recupero “Terra Manna” di Villamassargia dopo l’arresto conseguente alle indagini riguardanti l’impianto di Is Arenas, di giocare in casa nel proprio Stadio (diritto di ogni squadra di calcio) e trarre beneficio dal sostegno instancabile dei suoi tifosi, ora si tratta anche di una questione che tocca livelli di paradosso impensabili. Infatti, mentre lo Stadio quartese è un impianto all’avanguardia, in cui sembrano mancare solamente pochi e non così essenziali elementi, in altri Stadi di Italia, sempre utilizzati da squadre di Serie A, si registrano situazioni di degrado a dir poco sconcertanti: crolli, seggiolini facilmente utilizzabili come “arma” contro il prossimo, impalcature poco raccomandabili e via discorrendo.

Oramai la questione è sfociata nell’indecenza di decisioni poco ragguardevoli che non fanno altro che stravolgere  il cammino della squadra Sarda, ma ancor di più assumono un carattere discriminatorio e in merito a ciò rivoluzionano le norme del buon senso e della sicurezza legate agli impianti calcistici della massima Serie, mettendo anche a repentaglio l’incolumità dei tifosi presenti ogni domenica in Stadi pericolanti sparsi nel resto di Italia, che non meriterebbero di avere in cassaforte l’agibilità.  Rispettosa, ragionevole e di importanza regionale e nazionale, quindi, la presa di posizione dei tifosi cagliaritani, che ancora una volta dimostrano la correttezza e la dignità che li caratterizzano e che di certo rimarranno nella storia per l’amore che realmente li lega alla compagine cagliaritana e per il coraggio e la risolutezza con cui hanno impugnato la decisione di esporsi a tutela propria, del  Cagliari e dei diritti dei tifosi.

Oltre agli stessi tifosi, anche il già nominato giornalista Ivan Zazzaroni e l’ex Presidente della regione Sardegna Mauro Pili, si sono schierati a favore del Cagliari e dei suoi tifosi, il primo espandendo lo scenario già occupato dalla “questione Is Arenas” e il secondo rendendosi disponibile a firmare egli stesso i documenti per l’autorizzazione temporanea, necessaria per l’utilizzo dell’impianto in occasione del match di turno: potrebbe fare ciò, se venisse investito della carica di assessore allo sport del Comune di Quartu per almeno qualche giorno. Entrambi i personaggi precedentemente nominati, hanno esternato la propria visione sulla questione Stadio che ha investito il Cagliari, considerandola deplorevole e di interesse non solo Regionale, ma anche Nazionale.

Nel frattempo, il direttore generale del Cagliari Francesco Marroccu, ha raggiunto ieri Milano con l’obiettivo di dialogare con i vertici della Lega Calcio e gli esponenti della Figc riguardo la gravosa situazione legata allo stadio sardo, per rimediare l’apertura dell’impianto per il match di domenica 10 marzo contro la Sampdoria. Tuttavia il comune di Quartu ha diramato la negazione della concessione dell’apertura in deroga dello Stadio al pubblico RossoBlu, e si prevedono anche azioni di protesta più intense da parte degli stessi giocatori, che sarebbero intenzionati a non scendere in campo, ma si prospetta anche la possibilità di far disputare il match interessato dalla formazione della Primavera.  

Sembra comunque che la questione Is Arenas abbia smosso le acque verso una direzione migliore: la Lega Serie A ha annunciato di voler affidare al prefetto Achille Serra il vaglio delle situazioni riguardanti gli Stadi, tra cui anche quella intricata sullo stadio quartese.

Beffardo e colmo di paradosso il destino di Is Arenas, impianto sicuro e moderno, che si trova a dover fare i conti con la negazione dell’agibilità, quando altri Stadi sono in stato di abbandono e ogni domenica ospitano i tifosi che spesso traboccano dagli spalti, ignari del pericolo che li avvolge, ad ogni coro, ad ogni esultanza.

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