Questione di atteggiamento

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Chi vede il calcio come una semplice questione di numeri può pensare che al Cagliari sia bastato tornare al 4-3-1-2 per trovare il primo punto stagionale. Ma il calcio è molto di più. Il cambio modulo ha influito. Passare dalla difesa a 3 (o meglio, a 5) al già conosciuto sistema con il trequartista è stato importante a livello tattico. Ma la differenza tra la gara persa in trasferta contro il Genoa e il pareggio in rimonta al Sant’Elia contro la Roma l’ha fatta soprattutto l’atteggiamento. Il Cagliari non si è più presentato come una squadra schiacciata in difesa, nella propria metà campo, che subisce le iniziative dell’avversario. Il Cagliari ha preso in mano le redini della partita, con un possesso palla del 57%, costringendo per la maggior parte del tempo la Roma, una delle corazzate di questa Serie A, a difendersi nella propria area di rigore. Lo svantaggio iniziale ha influito sotto questo aspetto della gara. I giallorossi hanno provato a giocare di rimessa senza riuscirci, grazie alla personalità e alla presenza fisica di Bruno Alves e ai tanti palloni recuperati da Ionita e Di Gennaro, mentre il Cagliari è stato costretto ad attaccare fin da subito per cercare il pareggio. È stato importante non andare sotto sul piano psicologico, com’era successo invece a Genova. Anche dopo il 2-0 a freddo di inizio ripresa, la squadra di Rastelli non ha smesso di attaccare, lottando e credendo su ogni pallone. Quando giochi così è più facile segnare. L’ha dimostrato proprio il Genoa una settimana fa. Il meritato pareggio alla fine è arrivato, ma la sensazione è che il Cagliari meritasse anche qualcosa in più. I meccanismi sono ancora da migliorare e ad agosto è ancora presto per vedere i giocatori in una condizione fisica ottimale. La pausa servirà per far entrare in forma giocatori come Alves e Isla, che nonostante tutto stanno dando il proprio contributo. Rastelli avrà da lavorare sull’aspetto tattico, ma l’atteggiamento mostrato contro una big, dopo essere andati sotto di due gol, è quello giusto. Tutto dipende da come ci si approccia alla gara e il Cagliari, soprattutto davanti ai propri tifosi, ha dimostrato che se vuole può e sa giocare a calcio. Non ha mollato, ha lottato su ogni pallone, ha stretto i denti, si è proposta in avanti, ha creato azioni importanti manovrate e alla fine ha ottenuto quello che meritava grazie alla coppia del gol Borriello-Sau. I rossoblù possono e devono contare sull’entusiasmo da neopromossa che è ancora nella mentalità di vincere ogni partita. In Serie A non bisogna perdere questa abitudine. Certo, gli avversari sono diversi e sarà complicato fare 83 punti in una categoria più alta. Ma se si vuole centrare l’obiettivo salvezza il Cagliari deve mantenere questo atteggiamento. In casa e in trasferta.

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