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Editoriale

Nazionale, vietato fare calcoli. Anche perché le altre big…

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La Nazionale azzurra stasera in campo contro il Galles per blindare il primo posto nel Girone A senza pensare alle possibili rivali

La tentazione è forte per la nostra Nazionale che, oltre alle due prestazioni scintillanti, sin qui ha dimostrato di valere tantissimo in tutte le sue sfaccettature. E il Galles, nostro ultimo avversario, sarà l’ennesimo banco di prova per misurare il grado di maturità degli Azzurri.

Con la qualificazione già in tasca, c’è infatti solamente da dirimere la questione relativa alle posizioni nella griglia di partenza del tabellone. Ed è proprio in questo senso che si è scatenato il dibattito negli ultimi giorni.

L’esperienza e la logica, però, non ammettono i calcoli. Noi i biscotti non li facciamo e non li vogliamo, anche se finendo al primo posto si schiuderebbe una porzione di tabellone tutt’altro che agevole. Ucraina o Austria per avvicinarsi gradualmente alla meta, il Belgio nei quarti e la Franciain semifinale. Ma naturalmente sono solo ipotesi che mal si sposano con il concetto di fatalismo che lo sport considera suo nell’essenza più profonda.

Anche perché è poi tutto da stabilire che un percorso con Russia, Olanda e chissà chi altro possa risultare più agevole. La nostra Nazionale ha dimostrato di non dover temere il confronto diretto con la concorrenza. Anzi, valutando le prestazioni delle big in queste prime due gare, nessuno ha oggettivamente brillato per 180 minuti.

Vedere per credere il clamoroso pareggio della Francia contro l’Ungheria: i campioni del Mondo di Deschamps deludenti e senza stimoli, lontanissimi parenti dello squadrone intravisto contro la Germania. Proprio tedeschi e portoghesi saranno ancora costretti a giocarsi la qualificazione, al pari di una Spagna estremamente lacunosa e ancora senza vittorie all’attivo. Forse giusto il Belgio ha incastrato due performance positive come fatto dall’Italia.

Resta dunque un ultimo step per approcciarsi in maniera definitiva agli ottavi di finale, da compiere senza retropensieri, concedendo sicuramente spazio a qualcuno che ha giocato meno, ma giammai dimenticando forza e consapevolezza raggiunte.