Nainggolan è il vero leader del Cagliari

Leadership tecnica e caratteriale evidenti: Radja Nainggolan si è definitivamente preso il Cagliari. Ed i rossoblu se lo tengono stretto: è lui il faro della squadra nei momenti bui

Radja Nainggolan è sempre più il leader del Cagliari. Tornato in Sardegna per il convergere di una serie di vicissitudini calcistiche e non, il centrocampista belga sta rinascendo in rossoblu dopo una stagione altalenante all’Inter. Contro la Sampdoria dal suo destro, lo stesso con cui ha punito SPAL, Fiorentina e Lecce, è partito il bolide del gol della speranza. Una speranza durata sin troppo poco, perchè nell’azione successiva Quagliarella ha ristabilito il doppio vantaggio Samp dando l’impressione che no, ieri non era proprio giornata.

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Eppure il Cagliari, visibilmente destabilizzato dalla nuova doccia fredda, ha tentato di nuovo l’assalto. Aggrappandosi al suo faro. Nei momenti bui i rossoblu cercano costantemente l’appoggio di Nainggolan, capitano per l’assenza di Ceppitelli e finalmente vero leader anche caratteriale della squadra. Sempre dal destro del belga è partito il cross morbido, calibrato, per la girata aerea di Joao Pedro. Un cross, nato nella testa e poi disegnato sul campo, che ha permesso al Cagliari di trovare il 3-3 e – riprendendo le parole del centrocampista nel post gara – «dare una prova di maturità». Con le forze residue, poi, i rossoblu hanno provato addirittura a vincerla, riuscendoci grazie al gol bello e pesantissimo di Cerri. A fine partita la festa, con l’esplosione di gioia della Sardegna Arena ed il saluto dei rossoblu, capeggiati da Nainggolan, al pubblico.

Anche dopo il triplice fischio, davanti alla stampa, Nainggolan ha implicitamente confermato di essere uno dei punti di riferimento della squadra. Dal racconto dei consigli dispensati al giovane Pellegrini ai complimenti per Cerri, reduce da un periodo tutt’altro che roseo. Ed il focus resta sempre sulla squadra, mai su di lui: «La reazione di oggi è la dimostrazione che tutti sono importanti. Faccio sempre l’esempio di Ionita, che magari sta trovando meno spazio degli anni scorsi ma si vede che è un giocatore importante per noi. In una piazza che ha sempre giocato per la salvezza stiamo facendo cose importanti, sono felice di questo». Per Nainggolan non si restringe tutto alla sola voglia di dimostrare che “L’Inter ha sbagliato“, come spesso si legge. Il belga non solo è al 100% integrato nel gruppo, ma si erge anche a guida.

La dirigenza ha più volte ribadito come lo sforzo estivo per arrivare a Nainggolan fosse volto a creare una mentalità vincente nello spogliatoio e portare punti sul campo. Perchè al Ninja, ormai lo sappiamo tutti, basta una giocata per regalare i tre punti. Ed ora, calatosi alla perfezione nell’ambiente, oltre alla leadership tecnica – mai in discussione – emerge di prepotenza anche quella caratteriale. Dentro e fuori dal campo.