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Gravina: «Tifosi all’Europeo? Molto dipenderà dai vaccini»

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A tre mesi dagli Europei 2021, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina esprime il suo pensiero sul mondo del calcio

È passato un anno esatto da quando anche il mondo del calcio fu costretto a soccombere, piegarsi a un Coronavirus sempre più incombente fino a fermarsi del tutto. Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ripensa a quei momenti, alle drammatiche decisioni prese in modo da proteggere l’Italia in pericolo.

STOP – «Il calcio rappresentava un momento di aggregazione e lo abbiamo fermato, senza mai arrenderci. Il centro tecnico di Coverciano è diventato un centro di accoglienza per i malati ed è stato funzionale a tante altre iniziative. Lo stop in Francia è stata la giornata più triste, ci ha fatto perdere la forza che avevamo deciso di mettere in campo: temevamo un effetto domino molto negativo e per fortuna non è accaduto, ma chi ha sbagliato è la Francia, non l’Italia».

IL PRESENTE E IL FUTURO – «Oggi abbiamo i mezzi tecnici per fronteggiare la pandemia, anche se è il vaccino che ci consentirà a tornare alla normalità. Se da qui all’inizio dell’Europeo riusciremo ad incentivare la campagna di vaccinazione, potremo goderci un gran bell’Europeo, con la presenza dei tifosi».