Dolci ricordi: quella storica Salvezza…

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Il Cagliari si trovava in difficoltà: il girone di andata non era stato abbastanza prolifero da permettere alla squadra sarda di conquistare abbastanza punti per distaccarsi dalla zona classifica più calda durante il girone di andata. Le sconfitte erano ormai un’abitudine, una pessima abitudine, non si poteva di certo continuare così; la visuale che si prospettava era tremendamente spaventosa e la squadra aveva bisogno di un saggio mentore che li sapesse esortare nel modo giusto, qualcuno che tirava in ballo l’orgoglio, più che mai necessario per tirarsi fuori dai guai. Davide Ballardini fu il personaggio chiave: dopo il suo arrivo, al posto di Nedo Sonetti (a sua volta subentrato a Marco Giampaolo), la squadra cagliaritana ritornò alle buone abitudini e si ricordò anche il sapore della vittoria. Il presidente Cellino decise per la soluzione migliore che poteva esserci, anche se molti dubitavano che il nuovo mister potesse dare la giusta scossa alla squadra.

Ballardini, con alle spalle una breve e fallimentare esperienza proprio nelle vesti di tecnico della squadra sarda nel 2005 (esonerato dopo sole 9 partite), si trovò di fronte ad una situazione disperata: ultimo posto in classifica, con un bottino di soli 10 punti, pochi per battere la fiacca e pochissimi per riuscire a salvarsi. Ormai il Cagliari sembrava avere già il destino segnato, e quel destino si chiamava Serie B. A dispetto dei più scettici, fu proprio grazie alla capacità del tecnico emiliano di spronare i suoi, e ai rinforzi del mercato di riparazione di Gennaio che videro l’approdo in RossoBlu di Marco Storari, Jeda e Andrea Cossu, che il Cagliari riuscì in un’impresa indimenticabile: la tendenza si invertì prontamente, complici anche le numerose reti dell’ormai saldo titolare Robert Acquafresca che, al suo primo campionato in Serie A, riuscì a conquistare il suo posto nella rosa titolare. Ma non è da sottovalutare l’apporto dell’intera squadra cagliaritana che, a partire dalla vittoria sul nemico storico Napoli in rimonta per 2-1 al Sant’Elia, grazie alle reti di Matri e di Conti, costruì passo per passo il cammino per raggiungere la tanto agognata salvezza. Il Cagliari era vivo, vigile e spettacolare, affamato di vittorie, capace di intrattenere con il suo show una gara dopo l’altra, “mietendo vittime” grazie alla desiderosa voglia di rivincita, a quella volontà di ferro di uscire dalle sabbie mobili della retrocessione. Dopo aver vinto contro i partenopei, il Cagliari collezionò altre 8 vittorie e 4 pareggi e la salvezza poté essere riposta in cassaforte con una giornata di anticipo, dopo la vittoria contro l’Udinese, in casa dei friulani, per 2 reti a 0, gol siglati da Andrea Cossu (primo gol con la maglia del Cagliari) e Robert Acquafresca.

Non rimase altro da fare che festeggiare e brindare in onore a quella stupenda salvezza tanto desiderata e raggiunta grazie alla determinazione che ha contraddistinto la squadra cagliaritana. La gioia dei tifosi era indescrivibile, la stagione partita male si trasformò in un’opera eccezionale e memorabile, che ancora oggi è utile per incitare i protagonisti RossoBlu nei momenti di difficoltà. Grande festa nelle strade di Cagliari e entusiasmo alle stelle: i tifosi cagliaritani hanno invaso la città, mostrando orgogliosi i propri colori e accompagnando la squadra, che si trovava su un bus scoperto, per il tragitto previsto. L’aria che si respirava anche nei giorni successivi sembrava essere quella che si crea quando la propria squadra del cuore termina da capolista il campionato, e per tutti i sostenitori cagliaritani quella salvezza era degna di uno Scudetto.

Il futuro di Ballardini non ha previsto la continuazione della sua avventura sulla panchina RossoBlu, come invece desideravano ovviamente i tifosi cagliaritani. Cossu, Conti, Pisano e Lopez, ancora oggi condottieri delle vittorie della squadra sarda, Agostini, Acquafresca, Matri, Larrivey, Canini, Jeda, Biondini, Fini, Parola e Bianco rimasero anche dopo aver conquistato la favolosa salvezza, mentre Marco Storari e Pasquale Foggia, lasciarono il Cagliari già dalla successiva stagione.

Una salvezza storica, anche per il crescendo di emozioni che ha trasmesso a tutti i tifosi, ma che serve sempre per ricordare che nei momenti di difficoltà la parola chiave è “volere”

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