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Conferenza stampa Passetti: «Chiediamo scusa a tutti, abbiamo una voglia matta di rivalsa»

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Il Direttore generale del Cagliari Mario Passetti interviene in conferenza stampa per parlare della stagione passata e del futuro

(Emanuele Olla inviato all’Unipol Domus) – Il Direttore generale del Cagliari Mario Passetti interviene in conferenza stampa per parlare della fallimentare stagione passata, terminata con la retrocessione, e del prossimo futuro rossoblù. CagliariNews24 vi riporta le testualmente sue parole in diretta LIVE.

LE PAROLE DEL DG PASSETTI

La prima cosa che dico è scusa, chiediamo scusa per tutti i motivi. Essere di Cagliari è un peso in più, senti di aver tradito e non aver ripagato le aspettative di tutto un popolo, sappiamo cosa rappresenta il Cagliari per tutti i sardi nell’isola e fuori dall’isola. Abbiamo tradito il nostro senso di rivalsa, soffriamo per questo. Non è facile trovare giustificazioni e ci prendiamo le nostre responsabilità. Capozucca per noi è una risorsa, chiudiamo questa maledetta stagione e spieghiamo alcune cose che sono successe durante l’anno. Lo sport purtroppo ha anche questi lati crudeli ma anche di rialzarsi.

SCRITTE CANCELLATE – «Bisogna scavare nel passato. Aldilà del dissenso delle persone, noi ci scusiamo e abbiamo fallito. Ci sono due elementi che abbiamo valutato: uno è che in questi anni di presidenza Giulini ha voluto provare ad alzare l’asticella e ci siamo affidati a giocatori e allenatori di un certo calibro. Negli ultimi 42 anni non ricordo campagne acquisti migliori degli ultimi 8 anni, ci siamo abituati che potessimo acquistare giocatori di ottimo livello, ci siamo abituato a un certo tipo di mercato e questo ha alzato le aspettative dei tifosi. E’ giusto alzare l’asticella ma abbiamo sbagliato il modo, non abbiamo consigliato bene Giulini, questo è successo. Sull’appartenenza alla città non credo che sia un fattore determinante, un altro aspetto è stato quello di aver sempre provato a prendere le proprie responsabilità e ha fatto si che la società sia stata giudicata come incompetente. Prendere le reposnabilità non è una vergogna ma ha dato vita a giudizi del nostro operato. Giusto criticare, anche ferocemente, ma ad un certo punto ci si ferma e si torna a voler bene al Cagliari, soffiare ancora sul fuoco diventa pericoloso perchè tutti dobbiamo remare dalla stessa parte, non significa non avere critiche, ma bisogna dire basta ad un certo punto»

CESSIONE E CRITICHE – «Abbiamo concesso troppo spazio a tante persone di criticare il lavoro fatto. Io sono sensibile quando si toccano le persone che lavorano qua dentro. Ho letto che il procuratore di Nandez ha criticato l’operato dei medici del Cagliari. Questo non è normale, è scorretto, il capo medico fa questo lavoro da 30 anni e Bentancur si permette di dire che il lavoro è svolto male. Ognuno deve fare il suo lavoro. Un qualcosa che ha dato fastidio è stata l’offerta di acquisizione della società da una Holding che non ha neanche un sito internet, infatti abbiamo smentito ufficialmente ma comunque si è continuato a parlare. Qualora arrivasse un socio che volesse partecipare all’avventura del Cagliari, sul modello Atalanta perchè valutiamo tutto. Si è voluto insistere sull’esistenza di questa Holding, ma non facciamo del bene al Cagliari visto che abbiamo smentito. Il famoso tesoretto in caso di retrocessione, il cosi detto paracadute, non è del valore di cui si parla (25 milioni, ndr) perchè una quota viene trattenuta, la retrocessione è un danno economico devastante non c’è assolutamente guadagno. L’obbiettivo è di mantenere la società di auto sostenersi, Carlo Carta da circa 20 anni si occupa di questo e queste sono le persone che mantengono il Cagliari tra mille difficoltà»

CARTELLONI CONTRO GIULINI – «Questa campagna di affissione dei manifesti è sicuramente anomala, non si era mai visto a Cagliari. In generale qualcosa mi dice che in questo momento soffiare sulla rabbia giustificata può far comodo a chi non frega niente del Cagliari. Le forze dell’ordine faranno le loro indagini, si parla di tipologie di reati, faranno il loro corso e vedremo cosa succederà. C’è qualcosa di molto anomalo dietro tutto questo»

INFLUENZA CONTESTAZIONE – «Sono tante le manifestazioni di sostegno e solidarietà. Per come sono io e siamo noi ci danno coraggio queste cose, in maniera non richiesta tante persone ci sono vicino e capiscono che dobbiamo fare il meglio per il Cagliari. Giusta la contestazione, ci mancherebbe, ma è giusto dare merito anche alle voci silenziose che voglione bene al Cagliari e ripartiamo da qui»

SCELTE E STADIO – «I nomi arrivati negli ultimi anni sono di livello superiore, poi magari in campo non hanno reso. Sullo stadio dobbiamo depositare il progetto definitivo e averrà entro il 30 giugno, siamo in linea con i tempi»

INDICE LIQUIDITA’ – «E’ stata una battaglia combattuta dalla Lega, in Serie B è addirittura superiore e prevede che in questo mese si debbano fare delle cessioni tali da permetterci di ripianare la capienza necessaria. C’è urgenza nel chiudere una serie di operazioni per iscrizioni al campionato e calciomercato»

VALORI – «Un uomo solo al comando non funziona più, ci deve essere perseveranza nei momenti difficili che sicuramente ci saranno anche quest’anno. Dobbiamo mettere un punto fermo su quello che vogliamo essere: squadra combattiva, che non molla, dura da battere e sappia essere propositiva. Avendo questo in testa è più facile scegliere allenatore e giocatori»

SERIE B – «Sarà complicatissimo, ci sono squadre molto blasonate e sarà diversa da qualche anno fa. Ci saranno vari outsider, ad esempio il Modena che ha programmi ambiziosi. Sarà molto difficile e avere unità di intenti senza inventarci nulla e ricordarci che siamo il Cagliari, avere uomini e giocatori orgogliosi di venire da noi»

SPONSOR – «Eventuali soci che migliorerebbero la condizione economica e finanziaria perchè no, se mai ci saranno si valutano molto volentieri ma ora non c’è una grossa necessità. Se parliamo di sponsor e partner spero che almeno quelli storici ci stiano vicini. Da tanti sponsor ho ricevuto messaggi di solidarietà»

QUESTIONE ECONOMICA – «Il valore del paracadute non è equiparabile da quello dei diritti televisivi che cambia in base alla classifica e al posizionamento. La retrocessione è un fardello che rimane nel tempo, vengono ridotti i ricavi dalle sponsorizzazioni dopo due anni non felici per tutto il mondo questo è ancora più pesante sotto tutti punti di vista. Dobbiamo limitare i danni il più possibile e la nostra testa è già rivolta al domani»

FRETTA DI VENDERE – «Non sono preoccupato, ci sono dinamiche di mercato che riguardano diverse squadre, ci sono diverse modalità e abbiamo le nostre armi, la prima e Capozucca e siamo tranquilli sulla gestione del mercato. Sapremo farci valere. Sulle ambizioni voglio essere chiaro, abbiamo tantissima voglia di riprenderci, non c’è mancanza di ambizione, quest’anno non avremo slogan e dovremmo solo lavorare con i fatti. Lo slogan lo decidete voi a fine anno»

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