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Compagnoni: «Il Cagliari ha bisogno di un’iniezione di leadership. Ora deve ottenere punti salvezza» – ESCLUSIVA

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Il giornalista e telecronista di Sky Maurizio Compagnoni, voce del prossimo match del Cagliari contro la Juve, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni

In esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 ha parlato Maurizio Compagnoni, giornalista e telecronista di Sky, voce del prossimo match del Cagliari contro la Juve e della sfida di Champions League di mercoledì Villarreal-Bayern Monaco.

Partiamo dalla zona rossa della classifica. Si aspettava una lotta salvezza così infuocata?

«Sì, la sensazione che poi è stata confermata dal campo era che il livello medio delle squadre di bassa classifica all’inizio della stagione sarebbe stato più alto rispetto al recente passato. Una lotta molto equilibrata».

Chi avrà la meglio e chi invece retrocederà?

«Pronostico difficile per un semplice motivo: quando si arriva con grande equilibrio, quello che poi fa la differenza è il calendario. Mi ricordo qualche anno fa il Crotone con Zenga allenatore che a sei giornate dalla fine sembrava quasi in salvo però aveva tre partite contro tre avversari motivatissimi e ci fu il ribaltone».

Udinese-Cagliari: quarto ko consecutivo per la squadra di Mazzarri.

«È un risultato che mi ha stupito perché dopo un periodo di grande difficoltà sembrava che il Cagliari avesse svoltato. La squadra si era messa a fare risultati importanti. Adesso non dico che è ripiombata in crisi ma si sta nuovamente smarrendo nelle sue difficoltà. È un rendimento un po’ strano quello del Cagliari: momenti di grande difficoltà, poi impennate e poi di nuovo momenti di grandi difficoltà. È una stagione difficile da valutare dal di fuori».

Quale può essere il motivo di questa nuova brusca frenata?

«Difficile da dire. È vero che in una stagione lunga, logorante ci siano degli alti e bassi ma mi sembra che nel Cagliari si stia un po’ esagerando. Quando ha avuto momenti alti la squadra ha dimostrato di essere forte, competitiva, di poter mettere in difficoltà chiunque. All’improvviso ripiomba in crisi, diventa vulnerabile, prende cinque gol a Udine e nessuno se lo aspetta».

Sabato alle 20:45 racconterà Cagliari-Juventus. Che partita si aspetta da parte dei rossoblù alla luce delle precedenti prestazioni con le grandi squadre?

«Mi aspetto un Cagliari tenace, determinato anche perché a questo punto deve cercare di ottenere punti salvezza. Mi aspetto quindi una squadra che giocherà con il coltello tra i denti, una squadra tipica di Mazzarri, che non molla mai, che dà tutto in campo. Una squadra molto diversa rispetto a quella scesa in campo ieri a Udine».

Torniamo al girone di andata e alla famosa epurazione effettuata dalla società. Ritiene che Godin e Caceres possano essere stati i veri colpevoli dei primi sei mesi da incubo del Cagliari?

«Ritenere soprattutto Godin colpevole mi riesce difficile da comprendere. Non è stato il Godin a cui eravamo abituati ma parliamo di un giocatore di livello internazionale, dalle esperienze straordinarie, dalla grande personalità. Credevo che sarebbe diventato anche per molti anni il leader del Cagliari. Parliamo di un giocatore forte, un lusso per una squadra che lotta per la salvezza. Faccio fatica a capire che cosa possa essere accaduto».

Juventus-Inter, divampano le polemiche: quanto gli errori arbitrali possono influire sul campionato?

«Il problema è che il calcio è pieno di situazioni al limite, quelle che gli arbitri definiscono borderline: lì è sempre difficile prendere delle decisione, qualsiasi cosa tu faccia scontenti una parte. Qualche errore ci è stato ma più che errori parlerei di situazione al limite in cui è impossibile accontentare tutti. Nella partita di ieri tra Juventus e Inter di situazioni al limite ce ne sono state tante. Possono influire sul campionato? Dipende da come finisce il campionato. Il Milan è stato fortemente penalizzato nella gara contro lo Spezia ma se vince lo scudetto è come se non fosse successo nulla. Adesso è difficile dire se incideranno o meno».

La sconfitta di ieri con l’Inter ha sancito la fine della corsa scudetto per la Juve: chi vincerà il titolo?

«Vediamo prima di tutto cosa farà il Milan stasera contro il Bologna, tre punti in più sono importanti. La classifica dice che i rossoneri hanno un leggero vantaggio. L’impresa del Napoli con l’Atalanta è notevole viste anche le tante assenze. Dipenderà molto dalla condizione atletica e dalla tenuta mentale perché quando arrivi punto a punto basta un episodio e cambia tutto. Come condizione nessuna delle squadre che lottano per lo scudetto è in questo momento brillantissima. Arrivano tutte un po’ affaticate. È vero che l’obiettivo scudetto dà energie inimmaginabili ma non stanno attraversando un grande periodo di forma anche se, sottolineo ancora, la vittoria del Napoli a Bergamo è considerevole».

Parliamo di futuro: cosa dovrà fare il Cagliari per costruire un progetto che vada oltre la lotta per non retrocedere? Che tipo di mercato dovrebbe fare? Mazzarri è l’uomo giusto?

«La storia di Mazzarri dice che lui è adatto a un progetto ambizioso. Quasi sempre, dove ha lavorato, ha ottenuto risultati importanti. Risultati clamorosi a Napoli, con il Torino fece molto bene e all’Inter non fece male in relazione alla squadra che aveva. Io credo che il Cagliari abbia bisogno di un’importante iniezione di leadership. Ha bisogno di ricostruire l’asse centrale, di un difensore centrale, di un centrocampista che sia leader e anche un centravanti che giochi al fianco di Joao Pedro. È intrigante la formula Pereiro-Joao Pedro, senza un punto di riferimento però certe volte un centravanti ti serve».

Lo strano caso Keita Baldè…

«Keita è un talento, un giocatore molto forte che potrebbe giocare comodamente stare in una squadra di vertice e ci è stato in passato. È chiaro che se Mazzarri non lo fa giocare, evidentemente non lo vede in condizione. Mazzarri non è autolesionista».

Si ringrazia Maurizio Compagnoni per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.

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