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Capozucca: «Dobbiamo salvarci, a costo di sputare sangue sul campo»

Roberta Lai

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Stefano Capozucca, direttore sportivo del Cagliari, ha parlato in un’intervista a l’Unione Sarda: queste le sue dichiarazioni

Stefano Capozucca, direttore sportivo del Cagliari, ha parlato in un’intervista a l’Unione Sarda: queste le sue dichiarazioni sul Cagliari e la stagione rossoblù.

SALVEZZA – «Ci danno già per retrocessi? Si sbagliano. Dobbiamo salvarci e ci salveremo. Abbiamo un dovere nei confronti di questo popolo. Il Cagliari è molto più che una squadra di calcio, è come una Nazionale. In secondo luogo lo dobbiamo alla proprietà che ha fatto investimenti importanti e ha grandi idee anche per il futuro. Poi per un orgoglio personale. Parliamoci chiaro: la retrocessione sarebbe una macchia indelebile per campioni come i nostri. Ma ripeto, non ho dubbi sul fatto che ci salveremo».

COME RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO – «Dobbiamo giocare partita per partita. Non mi è mai piaciuto fare tabelle, ma con cinque vittorie possiamo farcela. E ce la faremo».

CAMPIONI ROSSOBLÙ – «In squadra abbiamo uomini veri che stanno provando a tirare il Cagliari fuori da questa situazione. Campioni che gli altri si sognano. Radja, ad esempio, è l’emblema del Cagliari, lui è “cagliaritano” e soffre più di tutti per questa situazione. È un uomo vero poi, oltre a conoscere molto bene il calcio. Sarà lui, vedrete, a tirarci fuori dai guai. E non sarà l’unico a fare la differenza in questo finale, abbiamo Godin, Joao Pedro, tutti saranno fondamentali».

SEMPLICI – «Inizialmente abbiamo valutato diversi profili ma abbiamo puntato sulla persona che aveva le caratteristiche, la voglia e la serenità per inseguire il nostro obiettivo. Semplici è l’allenatore giusto per il Cagliari, lo dice il cognome stesso. È una persona semplice con uno staff estremamente competente».

IL RITORNO A CAGLIARI – «Non mi piace parlare del perché sono andato via, non ho litigato con nessuno ma sapevo che prima o poi sarei tornato. Ho trovato una squadra che ha bisogno di tirare fuori temperamento e qualità, ho ritrovato un ambiente straordinario in cui mi sento in famiglia. Lo si leggenegli occhi di tutti: “dobbiamo restare in Serie A”. Anche per loro dobbiamo sputare sangue in campo. Anche per loro dobbiamo salvarci. E ci salveremo».

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