Cagliari, Zenga: «Ragatzu talento devastante. Nainggolan rientra? Vedremo»

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© foto 04-03-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Presentazione Zenga. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Zenga

Vigilia di Cagliari-Torino: alle 17 Walter Zenga incontrerà i media in video conferenza. Segui la diretta sulle nostre pagine

Terza gara nel giro di sette giorni per il Cagliari, che domani alle 19:30 tornerà alla Sardegna Arena per la prima uscita post lockdown. Di fronte ci sarà il Torino di Longo, galvanizzato dal sofferto successo contro l’Udinese dello scorso martedì. Tanti gli spunti e le possibili scelte del tecnico, costretto ad applicare continue rotazioni per via degli impegni ravvicinati e di infortuni ed acciacchi. Tanto Cagliari, pochissimo Torino: anche nella conferenza stampa della vigilia Zenga ha tenuto il focus ben centrato sui suoi. Di seguito le parole del tecnico-

Cagliari-Torino, la vigilia di Zenga

Ecco mister Zenga, che parte dal tema portieri: «Sirigu? Quando un ragazzo vale ed è preparato deve giocare, ha esordito con me. Ragazzo a cui sono molto affezionato, mi ha fatto piacere vederlo in Nazionale e sarebbe bello vederlo al Cagliari. Io non ho mai parlato di gerarchie fra Cragno e Olsen. Coi miei giocatori parlo sempre, sapevano che in questa settimana si sarebbero alternati. Domani gioca Cragno. Siamo in un tour de force, non è un campionato normale e devo tutelare i patrimoni del club. In realtà abbiamo Rafael e Ciocci che sono anche loro molto bravi».
TOUR DE FORCE «Non dobbiamo più pensare a titolari e riserve, con i cinque cambi tutti vengono coinvolti sempre. Nessuno può giocare 13 partite in 40 giorni, prima saltare 10 giorni voleva dire perdere una partita, ora sono quattro. Non c’è un vantaggio nel giocare in casa a porte chiuse, il fattore campo si azzera. Mi spiace non avere i tifosi attorno nel giorno del mio esordio in casa, avrei voluto che ci fosse il pubblico. L’unica cosa è che non dobbiamo prendere degli aerei. In questi cinque giorni abbiamo visto un calcio totalmente diverso da quello cui eravamo abituati. Nessuno era abituato a giocare d’estate e a questi orari. Dobbiamo essere bravi a resettare subito fra una gara e l’altra, restare sereni e liberi di mente. In questi due giorni abbiamo lavorato ma senza possibilità di fare tanto, a 24 ore da una partita sei già a -24 dalla successiva. Le vittorie ti danno più serenità, ma si gioca già domani e non c’è molto tempo di far sedimentare le sensazioni. Qui era un po’ che non si vinceva, si prendeva fra l’altro sempre qualche gol. Ripartiamo da questo passo avanti, speriamo di aver imboccato la strada giusta».
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I SINGOLI «Mattiello? Non giocava da tanto, come Ceppitelli. E’ difficile rientrare subito a regimi alti. Non ho mai presentato una gara facendo l’elenco degli assenti, penso alle soluzioni. La cosa bella che ho visto è la disponibilità da parte di tutti. Ragatzu? Talento devastante, non mi spiego perché non abbia più presenze in A. Lui è un patrimonio del Cagliari, voglio che con me salga di livello come merita. Deve vivere per il calcio. I cambi in corsa si fanno per necessità, a volte cambi modulo in base alle caratteristiche dei giocatori. Nainggolan? Ha fatto una piccolissima parte di allenamento con i compagni, saprete domani se sarà convocato. Abbiamo ancora un allenamento da fare stasera, i convocati probabilmente li darò domani. Nandez? Con lui è stato facile, sono tifoso del Boca. Scherzi a parte, un allenatore deve essere onesto e uguale con tutti. Un altro al posto suo sarebbe uscito dal campo di Ferrara dopo 10 minuti, invece lui è rimasto in campo nonostante le botte come Pisacane. Simeone? Ragazzo straordinario, ha tantissima passione. Dopo l’allenamento si prende cura di se stesso, quando vedo comportamenti così non ho nulla da aggiungere. Voglio che stia vicino alla porta, senza sfiancarsi troppo per essere lucido: sta funzionando. Ecco, Simeone per Ragatzu è l’esempio ideale di come deve essere un atleta. I ragazzi della Primavera? Chi è bravo gioca, non guardo né i contratti né le carte d’identità. Avranno il loro esordio, come già successo a Carboni. Se sono qui è perché hanno un valore, lo devono esprimere».

Dichiarazioni raccolte da Sergio Cadeddu