Cagliari, non sparate sul soldato Walter

cagliari
© foto 04-03-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Presentazione Zenga. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Giulini, Zenga

Cagliari, passo falso al ritorno in campo e Zenga è già al banco degli accusati. Ma certi limiti hanno radici più profonde. Il Contropiede di Mario Frongia

Per Rolando Maran la rosa era “almeno” da sesto posto. Per l’Uomo Ragno è da decimo. Il messaggio societario prima e dopo ha viaggiato su queste frequenze. Vero o falso, un’incudine pesante e difficile da trasportare. Il tutto, prima della ripartenza, con il freno a mano tirato, di Verona. Da mal di testa, per dimensione e prospettive. In una sorta di Mundialito estivo, senza pubblico, dopo 110 giorni dall’ultimo match, con il distanziamento e le mascherine, in notturna. Difficile da scordare, per le novità e il contesto. Il Cagliari che perde con la formazione di Juric – è ancora vivo il ricordo, con l’allenatore proveniente dagli Emirati già in casa al posto del Maran («vuoto, che non ci dava più nulla») – di una sorta di sondaggio mediatico che lo ha messo in discussione e ha dato forza ai fantasmi del tecnico dei veneti e dell’ex Primavera rossoblù, Liverani, attualmente alla guida del Lecce. Diceva più o meno Andreotti, pensar male è peccato ma spesso avvicina alla verità. Vedremo. Intanto, la squadra è a metà strada con dodici partite da giocare: a +7 dalla zona salvezza, a -7 dall’Europa. «Guardiamoci le spalle» scrivono, chattano, discutono i tifosi. Indignati e delusi. Rabbia e preoccupazioni viaggiano appaiate. E adesso, dagli a Walter Zenga. Ma è troppo comodo e ingiusto.

La croce al portiere leggenda dell’Inter può anche essere normale. Meglio, è tipica in queste situazioni. Meno utile il silenzio tombale della società: già questo la dice lunga. Sostenitori sbigottiti, giocatori spalle al muro. E l’allenatore? Additato, senza metterci la faccia ma facendolo trapelare, come responsabile unico e solo di errori, scelte, indicazioni. Condanna opaca e fuori tempo. Uno dei tanti autogol, purtroppo già visti in questi ultimi anni. Si preferisce fare melina, dimenticando, omettendo, facendo finta che la rosa sia diversa da quella che si è impantanata nel 2019 dopo undici risultati di fila e una sequela di passi falsi da incubo. Eppure, in precedenza, capace di navigare dalle parti del quarto posto, di spaventare le grandi, di regalare gioco e reti: il 5-2 alla Fiorentina, per dire. Poi, il flop. Figlio di nodi mai sciolti e di una rosa modesta e contata dietro, la stessa che inchioda suo malgrado Zenga. Nata da soluzioni mai trovate su più fronti: dall’organico a una cifra tecnica e organizzativa di buon livello che pare non attecchire. Senza Joao Pedro (bomber con 16 reti) e Nainggolan (leader e jolly assoluto), più Oliva out per infortunio last minute, il Cagliari ha le sembianze – e non se la prendano Nandez, Rog e Simeone – del gruppo che la scorsa stagione ha perso in casa l’ultima con l’Udinese e ha chiuso al quindicesimo posto. Dunque, forza Walter. Stasera a Ferrara con la Spal degli ex – Castro e Cerri, meriterebbero un approfondimento sul loro trasloco al mercato di gennaio – sarà dura. Il soldato Zenga deve fare una magia. Per se stesso, per essersi immolato nell’avventura rossoblù, per orgoglio. Suerte.