L’affermazione di Paolo Faragò

cagliari faragò
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Paolo Faragò ha trovato la giusta posizione in campo. Il centrocampista rossoblù è in continua crescita ed ora trova anche la via del gol

Mezzala in principio, terzino per necessità, esterno di centrocampo nelle ultime gare. Nel Cagliari che veste il nuovo 3-5-2 disegnato da Lopez sta emergendo con prepotenza Paolo Faragò. Prepotenza e Faragò, due parole che nella stessa frase appaiono quasi in antitesi. Il centrocampista, arrivato in punta di piedi lo scorso gennaio, non era riuscito ad imporsi alla sua prima esperienza in A anche a causa di un infortunio. Nella nuova stagione Faragò è tornato in campo arretrando la sua posizione dalla linea mediana alla difesa. Una sfida accettata dall’ex Novara, che ha però palesato parecchie difficoltà in un ruolo di cui non aveva piena conoscenza di movimenti e trucchi del mestiere. Alla mente balza l’errore, grave, che ha permesso al palermitano Aleesami di rubargli palla e mandare in gol La Gumina in Coppa Italia. Un errore di orientamento del corpo in fase di ricezione della sfera, quel genere di basilari del ruolo che si insegnano ai giovani aspiranti calciatori nelle scuole calcio. Un errore tutto sommato comprensibile, che però rende l’idea del grado di difficoltà dell’esperimento rastelliano. Fase difensiva esclusa, non esattamente trascurabile per un terzino, Faragò aveva fatto vedere buone doti di inserimento, corsa, e predisposizione al cross. In quelle settimane arrivava anche con una certa frequenza nell’area avversaria, come testimoniano le ghiottissime occasioni mandate all’aria – tra l’altro quasi identiche – contro Palermo e Juventus.

IL NUOVO FARAGO’ – Le occasioni da gol non concretizzate avevano portato i tifosi ad utilizzare sempre più frequentemente il gioco di parole “(Non) Faragol”. Ma l’avvio di campionato, esclusa la poca freddezza in area, aveva messo in luce un giocatore in crescita. Crescita certificata dai numeri (già 516′ giocati, contro i 339 accumulati nella seconda metà della scorsa stagione) e dall’exploit delle ultime gare. Prima l’ottimo impatto a partita in corso con l’assist per Pavoletti nella sfida contro il Genoa, poi il gol ed il nuovo cross vincente per la testa del 30 livornese, che battendo Brignoli in torsione ha regalato ai sardi il successo contro il Benevento. Prova sufficiente a Torino, in una serata grigia per la squadra. Ed anche contro l’Hellas Verona Faragò ha macinato chilometri su e giù per la fascia destra e cercato ancora la combinazione vincente con Pavoletti (sempre meglio l’intesa tra i due), con meno fortuna. Meno fortuna ma tanta grinta e voglia di arrivare per primo sul pallone, sempre. Che fosse a metà campo o nei pressi dell’area avversaria, come quando con caparbietà ha rubato palla a Souprayen e battuto con un diagonale perfetto Nicolas facendo esplodere la Sardegna Arena. Secondo gol in Serie A, il secondo con la maglia del Cagliari. Il primo «bello», come ha evidenziato lui stesso ai nostri microfoni riferendosi alla rete non eccezionale trovata contro il Benevento. Da mezzala a terzino, sino al ruolo di esterno del centrocampo a 5: la spola è terminata, ora il compito è quello di arare la fascia destra. E se proprio non farà gol potrà sempre tentare il cross per Pavoletti, giocata che – visti i recenti risultati – potrebbe diventare un vero e proprio leit motiv del Cagliari di Lopez.

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