Cagliari, appunti sparsi in tempi di emergenza

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© foto 04-03-2020 Calcio Serie A 2019/20, Cagliari, Sardegna Arena, Presentazione Zenga. Foto Gianluca Zuddas per CagliariNews24.com. Nella foto: Giulini, Zenga

Mentre si attendono novità sull’eventuale ripresa del campionato, analizziamo qualche questione sospesa in casa Cagliari fra emergenze e mercato. Il Contropiede di Mario Frongia

Dove eravamo rimasti? Ah, già, al dodicesimo posto in classifica, un allenatore cacciato e un altro che ha fatto quattro sedute. Poi, ci ha pensato la pandemia. Il Coronavirus, l’hanno detto e scritto in tanti, sarà a seconda dei casi – e delle coscienze – una coperta buona per coprire flop progettuali, amnesie, negligenze, inadeguatezze di vario genere. Vale nello sport e ovunque. Oppure, metterà in croce quanti da sempre hanno gestito e curato con competenza e trasparenza club e aziende. Magari, rispettando figure e persone. Però, il frullatore non girerà in eterno. E alla lunga, come i tappi di sughero sospinti a forza sotto l’acqua, i fatti torneranno a galla. Il Cagliari annata 2019/20, ad esempio. La ripartenza con Walter Zenga (a proposito, un lettore-tifoso segnala che nella splendida intervista per Sportweek firmata da Andrea Elefante, l’Uomo Ragno non ha mai citato i vertici societari: strano, conoscendo lo zelo del club nel raccomandare le priorità da mettere in cima agli articoli. Un po’ come nelle caserme dell’anteguerra, quando in fureria, anche se si cambiava l’acqua al canarino si doveva sempre dare il merito al maresciallo!), le tredici partite da giocare, il recupero di Verona incluso. Partiamo dai veneti, ottavi in classifica. Intanto, Juric. Autore di una grande stagione con una neopromossa e mercato modesto, vittorioso sulla Juve, l’ex tecnico del Genoa è stato accostato anche al Cagliari. Peccato, la news sia stata lasciata trapelare proprio quando Maran è stato lasciato solo a rispondere di colpe non sue, poi decisive per l’esonero. Al Bentegodi, con Pazzini & Co, ma anche Pessina e Di Carmine, non potrà che essere un match complicato. Ma è la serie A, bellezza! E poi, ci sarà la Spal, sempre lontano dalla Sardegna Arena.

CONTRATTI E NEWS – Intanto – mentre l’Associazione Sardegna Rossoblù ha messo assieme in una seguita diretta streaming alcuni tra i principali protagonisti della storia rossoblù, da Esposito a Langella, Loria e Paolino, Firicano e Pancaro, applausi anche per Massimo Rastelli (la B, vinta per la prima volta e con i record nei cento di anni di storia del Cagliari e l’undicesimo posto da neopromossa, sono asticelle da superare…), Reja e Ventura – dalla tifoseria (diecimila e passa tessere) si comincia a parlare di class action. In casa le rimanenti gare – sempre che tutto vada bene e il governo dica sì al protocollo delle Federcalcio e ai voleri (economici, soprattutto) delle venti signore – che sono saltate per il virus nato a Wuhan, con Bologna, Atalanta, Lecce, Sassuolo, Udinese e Juventus. andranno in tv e saranno a porte chiuse. Con i campioni d’Italia si sarebbe dovuta chiudere la stagione alla Sardegna Arena. Niet. Con i fedelissimi che riflettono su come e quando avere gli indennizzi. Tema caldo. Come quello legato a due pedine di pregio, Nandez e Nainggolan. Il primo – con il mal di pancia dovuto alla mancata corresponsione dei denari legati alla sua immagine, la causa va tuttora avanti al Tribunale civile di Cagliari – poteva andare per 45 milioni di euro al Watford. L’hanno tenuto. E adesso, scrivono gli esperti, il valore dell’uruguagio sarà deprezzato. Certi treni, bisogna saperli cogliere al volo. Altro capitolo effervescente, già derubricato dai vertici societari a questione chiusa, è quello sul Ninja. L’indo-belga, salvo miracoli, saluterà città e squadra. Lo si intuiva. Intorno, nel giro di qualche mese, hanno prima costruito un teatrino per creare aspettative nei tifosi. Poi, l’inversione di marcia. Il sipario è calato. Ma guai ai cronisti senza memoria. Radja? Comunque sia andata, un gran bel giocatore.

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