Is Arenas, Contini scarica le responsabilità su Gessa

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“Stiamo attenti, non facciamo… in tutti i comuni dov’è andato sono nate delle cause“. Inizia così l’interrogatorio di garanzia del sindaco di Quartu S.Elena Mauro Contini, tenutosi lo scorso 18 frebbraio quando il primo cittadino del comune limitrofo al capoluogo sardo era ancora ricoverato presso il reparto di cardiologia dell’Ospedale Brotzu. L’Unione Sarda, in edicola questa mattina, ne ha riportato qualche significativo stralcio, che rivela importanti dettagli sullo sviluppo della questione legata allo stadio “Is Arenas”: “Ospitare il campionato di serie A era un grande obiettivo. La bozza di concessione non l’ho mai vista: non sapevo cosa fosse la main stand; fu il consiglio comulane ad approvare la convenzione: voleva firmare sempre il dirigente Pierpaolo Gessa: non sapevo che Andrea Masala fosse il direttore ei lavori nel cantiere Pia; non mi occupo di atti di gestione, la mia è una funziona politica; Gessa era un accentratore“.

Davanti all’nquisitorio del gip Giampaolo Casula e del pm Enrico Lussu, ribadisce di essere all’oscuro della disposizione dei lavori nei due cantieri: “Non partecipo alle scelte delle commissioni, perché fare il sindaco… siccome stai lì 18 ore e non hai neanche il tempo di respirare, tutta l’attività che arriva dalle commissioni in aula io molte volte non ho neppure il tempo di vederla. Ho fiducia nella mia maggioranza, c’è un presidente che si occupa delle cose“. Anche riguardo alle modifiche relativa alla Via Olimpia, il sindaco ribadisce di averne semplicemente preso atto: “L’ho vista realizzata“.

Contini esclude nella maniera più assoluta di aver acconsentito di dirottare parte dei fondi risrvati al cantiere della Pia su quello dello stadio, ribandenado che Gessa “aveva totalmente in mano l’operazione“, che non gli avrebbe mai fatto cenno di aver destinato quei soldi ad altro uso altrimenti “sarei andato in Procura a denunciarlo“. Sul problema delle autorizzazioni: “Se ne deve porre chi le rilascia“. Poi prosege riguardo ai vincoli ambientali: “Gessa mi ha sempre detto che non c’erano problemi“.

Nessun accordo con il numero uno della società isolana Cellino per far sì che l’impianto da temporaneo, come previsto dalla concessione triennale, diventasse definitivo: “Non è vero“, sottolineando che si tratta solo di “una chiacchera, suppongo che l’idea della società rossoblu fosse quella di tornare a Cagliari“. Ulteriore smentita sulle quotidiani riunione che, secondo Gessa, si sarebbero tenute tra Conti, Cellino e altre persone: “Totalmente false. Gessa ha detto quelle cose in un momento particolare, non stava bene ed era in carcere“.

Sulla concessione delle autorizzazione per far disputare le partite in città fa una distinzione tra il periodo intercorso tra un prefetto, Balsamo, e Giuffrida, quello attuale: “Il primo mi diceva che potevo firmare. Quando è arrivato il nuovo è successo che il Cagliari, senza contattare nessuno, abbia pubblicato una pagina su L’Unione Sarda e meso in giro i biglietti addirittura per la tribuna centrale. Non è vero che non ho voluto firmare, le mie responsabilità sindaco me le sono sempre assunte tutte“. Come ricorda il maggiore quotidiano sardo, Contini aveva firmato per il match contro la Juventus solo dopo che fosse stata disposta la trasferta a Parma, aggiungendo riguardo al match contro il Milan, regolarmente giocatosi all'”Is Arenas” senza problemi di sorta: “In occasione della gara col Milan ho subito minacce in casa… mia moglie, mio figlio, su Facebook mi hanno scritto di tutto“.

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