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Ex Rossoblù

Virdis: «Ho un legame forte con il Cagliari, la retrocessione mi ha fatto soffrire. Colpa di tutti»

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Le dichiarazioni rilasciate da Pietro Paolo Virdis sul Cagliari e la sua retrocessione nel campionato di Serie B

Le parole riportate da L’Unione Sarda da parte di Pietro Paolo Virdis. Una delle bandiere del Cagliari parla della retrocessione della squadra sarda nel campionato cadetto di Serie B dopo un’annata poco esaltante (e non solo). Ecco le sue dichiarazioni:

RETROCESSIONE – «Mi ha fatto soffrire. Soprattutto per come è arrivata. Non è stato un bel campionato da parte dei rossoblù, ci sono stati tanti errori da parte di tutti, società, giocatori, tecnici, ma alla fine, grazie alla sconfitta della Salernitana, c’era la possibilità di restare in A battendo il Venezia già retrocesso. Davvero incredibile, c’è stato anche un pizzico di malasorte. Ma alla fine non il Cagliari non è riuscito a rintuzzare la rimonta incredibile della Salernitana ed è sceso in B. Che dispiacere».

CONSIGLI – «Nel calcio non si deve improvvisare ma programmare. Consiglierei alla società di puntare su giovani di valore, in grado di aprire un piccolo ciclo che possa riportare la squadra in A e a salvarsi».

GESTIONE CAGLIARI – «Non mi sento di esprimere un giudizio su queste scelte. Ci sono anche annate sfortunate,  occorre guardare avanti e mettersi al lavoro per cercare di risalire al più presto».

LEGAME ROSSOBLU’ – «È fortissimo, anche se da un po’ di tempo non torno nella mia terra. Seguo ovviamente tutte le partite del Cagliari e nel nostro locale vengono tantissimi sardi, tifosi del Cagliari: parlare con loro è sempre un piacere. Per me la maglia del Cagliari è sempre stata importantissima. Di recente il presidente Giulini mi ha inserito nella hall of fame rossoblù: nel mio locale ho la maglia numero undici del Cagliari che mi ha regalato la società».

RIFIUTO JUVENTUS – «Non rifiutavo la Juventus per partito preso, avrei rifiutato in quei giorni anche l’Inter o il Milan per un semplice motivo: volevo restare al Cagliari. Da sardo, ero terribilmente deluso dal fatto che la nostra squadra avesse perso la promozione in serie A agli spareggi contro Atalanta e Pescara. Era stata un’annata particolare, arrivai secondo nella classifica dei marcatori dopo un certo paolo Rossi che giocava nel Vicenza. Quella mancata promozione mi bruciava tantissimo: volevo riportare la squadra nella massima serie. I dirigenti mi dissero che non c’erano soldi per trattenermi, anzi, che erano costretti a vendermi. Dietro la società c’era la famiglia Moratti, che chiuso l’investimento della Saras a Sarroch, non aveva più interesse a spendere ancora nel Cagliari».

RIFONDAZIONE CAGLIARI – «Deve ripartire. Con umiltà. Il campionato di serie B è difficile ma il popolo sardo merita una squadra in serie A».

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