Troppo tardi per scegliere

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Il Cagliari ha scelto di confermare Diego Lopez anche dopo il 4-1 con la Sampdoria. A 3 giornate dalla fine è troppo tardi per prendere altre decisioni

Il Cagliari ha scelto di chiudere il campionato con Diego Lopez. La sconfitta contro la Sampdoria, arrivata in maniera indecente per una squadra che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) lottare per salvarsi, aveva messo il dubbio alla società. Ventiquattro ore per riflettere che hanno portato alla seguente decisione: nel bene o nel male si prosegue fino alla fine con l’uruguaiano in panchina. Il terreno per altre soluzioni è stato sondato, lo testimonia il no di Reja (che ad onor del vero aveva detto no anche all’Udinese per «lasciar spazio ai giovani») o l’eventualità di un tecnico già presente in società come Beretta.

SCELTA GIUSTA? – La domanda (retorica) che i tifosi si sono fatti è se la scelta di puntare ancora su Lopez sia quella giusta. La risposta, per la maggior parte, è no. La verità, come sempre, la dirà il campo solo ed esclusivamente in base ai risultati. Contano quelli alla fine di tutto. È risultata a posteriori sbagliata, invece, la scelta di puntare su Lopez per sostituire Massimo Rastelli ad ottobre. Ed è stato altrettanto sbagliato non avere prima almeno il dubbio dell’esonero, non quando ormai sembra troppo tardi. Il ciclo di partite senza Cigarini ha dato un’inevitabile mazzata alla classifica, rimediata solo parzialmente con la vittoria contro l’Udinese. Sassuolo e Chievo erano due partite da non sbagliare e invece hanno portato appena un punto. Il 5-0 con il Napoli, nonostante la differenza di valori, resta sempre difficile da digerire. Così come il poker casalingo col Torino o le trasferte con Genoa ed Hellas Verona. Quei tre k.o. in una settimana sarebbero potuti costare la panchina a Lopez, che ha sì trovato il successo la settimana dopo con un’Udinese allo sbando, ma ha poi perso immediatamente la bussola.

IL DISASTRO DI SAN SIRO – A San Siro contro l’Inter è stata una delle pagine più buie della storia del Cagliari in Serie A. Una partita che i rossoblù non hanno voluto giocare, soprattutto per le scelte di un allenatore che ha preferito risparmiare i suoi elementi migliori per la sfida col Bologna, pareggiata 0-0 alla Sardegna Arena. Quel 4-0 con i nerazzurri, con Giannetti schierato esterno a tutta fascia, è l’emblema di chi si vuole accontentare, di chi vuole raggiungere l’obiettivo con il minimo sforzo, salvo poi fallire se tutto non combacia alla perfezione, risultati delle avversarie compresi. Eppure uno degli aspetti più positivi della gestione Lopez è stato l’atteggiamento mostrato in campo contro le grandi del nostro campionato, come dimostrano i match con Inter (andata), Roma e Juventus. Da vedere quale copione si ripeterà domenica alla Sardegna Arena con la Roma, in una gara impossibile ma da dentro o fuori. A seconda di cosa accadrà al Bentegodi tra Chievo e Crotone, i rossoblù potrebbero ritrovarsi terzultimi prima ancora di scendere in campo con i giallorossi. E dal punto di vista psicologico non sarebbe affatto facile per una squadra già caratterialmente fragile.

STAGIONE FALLIMENTARE – Comunque si concluderà questa stagione è stata fallimentare. Perché il Cagliari aveva tutte le carte in regola per conquistare con largo anticipo la salvezza. Perché 20 sconfitte in una stagione sono troppe. Perché, calendario alla mano, rischia davvero di terminare la stagione in Serie B. Tra giocatori non all’altezza e chi ha deluso amaramente le aspettative, non resta che rimboccarsi le maniche, salvare il salvabile e ripartire da zero in estate. Con la speranza che non sia troppo tardi e di giocare ancora in Serie A. Una retrocessione sarebbe un dramma, sportivo ed economico. Il destino del Cagliari – a tre giornate dalla fine – è tutto nelle proprie mani.

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