Suazo: «Cagliari, tanti giovani in rampa di lancio»

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David Suazo tra passato e presente rossoblu. L’ex attaccante del Cagliari torna sul suo record di reti in Sardegna e parla dei giovani in rampa di lancio

Ospite di Radiolina, David Suazo ha spaziato tra passato e presente rossoblu. L’ex attaccante del Cagliari è partito da quel record che ancora oggi di volta in volta torna a galla, soprattutto visto il rendimento stagionale di Joao Pedro. L’honduregno nel 2005/06 mise a segno 22 reti, che gli valsero tra le altre cose il titolo di miglior giocatore straniero della Serie A insieme al futuro pallone d’Oro Kaka e di fronte ad Andriy Shevchenko: «Come si fanno 22 gol? Intanto vanno ringraziati tutti i compagni, serve una squadra che ti sostenga. Gli attaccanti devono accettare i rimproveri perchè magari corrono meno, l’unico modo per ripagare i sacrifici della squadra sono i gol. Quell’anno segnai tanto in una squadra che lottava per la salvezza, non fu semplice. Il fatto che ancora la gente si ricordi di me dopo tanto tempo significa tanto, fa piacere essere rimasto nella mente e nel cuore dei tifosi. Non è un caso che siamo rimasti a vivere qua».

GIOVANI – Appesi gli scarpini al chiodo, Suazo ha allenato anche nelle giovanili del club isolano prima di provare il salto da tecnico tra i professionisti: «Cos’è cambiato oggi? Penso siano migliorate le possibilità per i ragazzi, prima era molto difficile esordire giovane, dovevi essere davvero superiore alla media. Carboni, Ladinetti, Marigosu, Gagliano, Ciocci…tranne Lombardi, ho allenato un po’ tutti dei ragazzi che ora sono nel giro della prima squadra. Che effetto fa? Fa piacere, significa che hanno fatto un percorso importante nel settore giovanile. Carboni? Gli errori aiutano a crescere e capire appieno molte dinamiche del calcio dei grandi. Però ha dimostrato che ha margini di miglioramento, ha di fianco a ragazzi come Ceppitelli e Pisacane. Ciocci? Quando vedi un 2002 lì, c’è poco da dire. Se ha voglia e fame, sono sicuro che arriverà. Ha la fortuna di avere un mister come Zenga, ex gran portiere, ed ha tutte le potenzialità per convincerlo».

LA STAGIONE DEL CAGLIARI – «Penso che il percorso di Maran sia stato ottimo, poi lo stop non rispecchia il valore della squadra. Zenga si è trovato a portare avanti una macchina che si era persa, con questi risultati nonostante le difficoltà sta riuscendo ad avere un finale meritevole e gli va dato atto dello spazio che sta dando ai giovani». In chiusura ritorno al passato: «A quale tecnico rimango pi legato? Senza niente togliere ai grandi come Mancini, Benitez o Mourinho dico Nedo Sonetti, ce l’ho nel cuore per quanto vissuto qua a Cagliari. Quando trovi un allenatore che è una persona di cui ti puoi fidare è importante, è stato quasi come un padre».