Sau: «Al Sant’Elia ho imparato cosa vuol dire giocare ad alti livelli»

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Prima da tifoso e poi da attaccante della sua squadra del cuore: il Sant’Elia nei ricordi di Marco Sau

Da sardo Marco Sau ha un rapporto speciale con la maglia del Cagliari e con la fascia da capitano indossata tante volte in questa stagione. L’attaccante di Tonara si è raccontato insieme a Daniele Dessena ai microfoni di Radiolina, approfittandone anche per ricordare i momenti più importanti della sua storia personale al Sant’Elia nella settimana che segna l’addio allo stadio cagliaritano: «La fascia da capitano è un grandissimo onore, rappresenta una regione ed è stata indossata da uomini che hanno fatto la storia del Cagliari. Da ragazzino stravedevo per Gianfranco Zola, arrivai a simpatizzare per il Parma quando lui giocava lì. Ora attendiamo con piacere il ritorno di Andrea Cossu, ci darà una grande mano. Il ricordo più emozionante che mi lega al Sant’Elia? La prima convocazione in Serie A, quando mister Giampaolo mi mandò a riscaldarmi capii cosa vuol dire calcare quei palcoscenici; poi mi vengono in mente i gol realizzati davanti al mio pubblico, i più belli forse quelli contro Udinese e Lanciano. Da bambino ricordo una gara casalinga contro la Lucchese, forse in Coppa Italia, vista dalla curva: era la mia prima volta al Sant’Elia».

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