Sacchi: «Giocare col caldo? Bisogna allenare la mente più che i piedi»

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Arrigo Sacchi ha parlato sulla Gazzetta dello Sport delle problematiche che incontreranno i calciatori a giocare con il caldo

Il caldo estivo sarà sicuramente una variabile da non sottovalutare per le sorti del campionato. La ripresa della Serie A sarà segnata sicuramente da caldo e afa e questo potrebbe condizionare le partite. A questo proposito Arrigo Sacchi ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

«La cosa più importante, quando si giocano partite ravvicinate, ogni 3 giorni, è recuperare le forze. Noi non ne avevamo la possibilità, perché dormivamo con l’aria condizionata accesa che non aiuta nel recupero. Fu una battaglia con il clima: non si respirava. Anche quelli furono un problema. La mia Italia si basava sull’aggressività, sul pressing, sulla corsa.Avevo bisogno di fare allenamenti specifici, ma non ci si riusciva per il troppo caldo e la troppa umidità. Svegliavo i ragazzi alle 6 del mattino e andavamo in campo alle 7, ma la temperatura era alta. In sostanza, si poteva fare soltanto un lavoro di mantenimento. Noi, in campo, spendevamo molte energie, eravamo una squadra generosa, e poi non riuscivamo a recuperarle».