Ranieri: «Dopo Cagliari il miglior gruppo l’ho avuto a Leicester»

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Ranieri, ex tecnico rossoblù ora sulla panchina del Nantes, torna a parlare dell’esperienza in Sardegna tra l’88 ed il ’91: «Allora non c’erano telefonini e social, i gruppi si formavano più facilmente. Così arrivammo dalla C alla A»

Come spesso accaduto nel recente passato, soprattutto da quando ha portato il Leicester sul tetto d’Inghilterra, Claudio Ranieri non ha mancato di ricordare da dove è partito. E anche nel corso dell’intervista rilasciata a Sky Sport il tecnico, ora alla guida del Nantes, ha parlato dei rossoblù, ma non solo. Il tecnico romano ha svelato che in caso di chiamata dai vertici federali per guidare la Nazionale non avrebbe dubbi: «Se dovessi avere una richiesta andrei dal presidente per chiedere di lasciare la società. Qualsiasi allenatore italiano vorrebbe allenare la Nazionale italiana»Ranieri si è poi soffermato sul duello a distanza tra Napoli e Juventus per lo scudetto: «Il gioco della Juventus è il tipico gioco all’italiano, che Allegri sviluppa molto bene. Sanno giocare anche con una squadra lunga, mentre Sarri vuole il suo Napoli in 25 metri. Sono due squadre allenate molto bene, forse la Juve fa ruotare meglio i calciatori ed è abituata meglio alle due competizioni. Che poi non è tanto una fatica dal punto di vista fisico, quanto dal punto di vista nervoso. Giocare ogni tre giorni non è facile, puoi correre anche di meno ma spendi di più mentalmente»

IL CAGLIARI – Nella mente di Ranieri c’è spazio anche per il Cagliari, allenato tra l’88 ed il ’91 con un doppio salto ancora ricordato con grande piacere. Da quel dilly ding dilly dong («Lo facevo a mia figlia quando era piccola, a Cagliari hanno ancora la mia campana») al gruppo dell’epoca: «Il miglior gruppo che ho avuto? Il calcio è cambiato tantissimo, quando ho iniziato ad allenare io non c’erano i telefonino. Quando eravamo in ritiro c’era soltanto il telefono, ci ritrovavamo all’ultimo bar, suonavamo la chitarra e giocavamo a biliardino. Lì si faceva gruppo e arrivammo dalla Serie C alla Serie A. Oggi ci sono i social, i gruppi si formano meno. Ma, dopo Cagliari, il miglior gruppo che ho visto è stato quello del Leicester. I ragazzi si volevano bene, si vedeva anche in campo: quando c’era una zona scoperta, c’era sempre qualcuno pronto a sostituire il compagno nella zona di campo».

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