Padoin: «A Cagliari sto benissimo, dobbiamo migliorare in trasferta perché abbiamo qualità»

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Questo pomeriggio è rimasto a riposo e non ha partecipato al test contro la Primavera, ma Padoin ha nel mirino la sfida al Chievo di sabato 19. Il centrocampista del Cagliari, un gol in campionato fino a questo momento, è intervenuto questa sera ai microfoni di Radiolina. Occasione per fare il punto sulla situazione dei rossoblù, che godono di una buona classifica derivante da un ottimo rendimento casalingo e diversi scivoloni in trasferta.
Queste le parole del numero 20 rossoblù: «Quando andiamo in difficoltà ci scoraggiamo, in teoria andare in svantaggio dovrebbe scatenare una reazione: stiamo lavorando per risolvere questo tipo di problemi. Quando si perde pesantemente tutti vanno sul banco degli imputati, sarebbe sbagliato addossare colpe a singoli giocatori. Abbiamo un preciso modo di giocare e proviamo a proporlo sia in casa che in trasferta, il mister prepara meticolosamente ogni partita. Fuori casa a volte siamo noi giocatori che non riusciamo a fare quel che ci chiede l’allenatore. Bisogna lavorare sodo e pensare che anche quando una partita sembra mettersi male la si può recuperare: a conti fatti è successo così a Milano. In altre occasioni, come nelle partite contro Fiorentina e Lazio, sembravamo noi quelli pronti a far propria la partita ma in Serie A gli avversari ti puniscono appena possono. L’obiettivo di questa squadra è la salvezza, dobbiamo raggiungerla prima possibile. La classifica è buona, abbiamo le qualità per fare un campionato tutt’altro che anonimo. L’ambiente cagliaritano è diverso da quello della Juventus, ma il passaggio per me non è stato traumatico e sottoscrivo la scelta che ho fatto in estate, mi trovo benissimo. Il clima è fantastico, per tanti anni ho girato per città grigie e fredde mentre qui si sta benissimo, ho preso casa vicino alla spiaggia. Del clima splendido me lo avevano detto tutti ma sono rimasto comunque meravigliato. A Torino ero quasi una seconda scelta, avevo voglia di tornare protagonista e le aspettative che mi hanno accompagnato le ho accolte volentieri. Allegri mi ha chiamato quando ha saputo che avevo firmato per passare in rossoblù, mi ha ringraziato per le stagioni vissute insieme in bianconero e mi ha parlato benissimo di Cagliari. Ho un contratto di tre anni, il futuro non lo conosciamo ma mi piacerebbe restare anche più a lungo. L’intesa fra interno di centrocampo e terzino è fondamentale nel nostro modulo, quando uno dei due sale l’altro deve coprire. Non è il massimo cambiare partner di continuo, ma gli infortuni ci stanno tartassando e ci privano di giocatori importanti. Non cerchiamo alibi e non vediamo l’ora che tornino, speriamo presto. Di Gennaro? In A lo vedo bene dietro le punte, in carriera ha sempre mostrato grandi qualità tecniche un po’ frenate dagli infortuni che gli hanno tolto continuità. Quando sono arrivato qui mi ha colpito, così come Melchiorri che sono sicuro sarà sempre più una bella sorpresa. Escludo che ci sia un atteggiamento sbagliato da parte di qualche compagno, se Borriello ad esempio scalpita là davanti è solo perché un attaccante deve avere giustamente una certa dose di egoismo nel puntare alla porta».

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