Lopez ricorda Astori: «Averlo in squadra era il massimo»

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A pochi giorni gara tra le squadre che più di tutte sono legate a Davide Astori, Diego Lopez ricorda l’ex capitano: «Conoscendo i genitori capisci perchè Asto era così. Hanno una forza immensa»

Lo scorso 4 marzo il Cagliari sarebbe dovuto scendere sul campo del Genoa per la ventisettesima giornata di Serie A. La notizia dell’improvvisa scomparsa di Davide Astori ha scosso fortemente il mondo del calcio, e non solo, facendo slittare il turno a data da destinarsi. Ad oltre due mesi dalla tragedia la ferita non si è ancora rimarginata. Domenica Fiorentina e Cagliari, le due squadre inevitabilmente più legate al proprio ex difensore, si sfideranno al Franchi. Nel pre partita viola e rossoblù dedicheranno un pensiero al proprio ex capitano. Sarà un momento di commozione per tutti, dai protagonisti in campo ai tifosi sugli spalti.

Oltre due mesi dopo la tragedia, Diego Lopez ha ripercorso i momenti trascorsi con Astori. I due hanno condiviso il cuore della difesa rossoblù, l’esperienza insieme è continuata poi con l’uruguaiano in panchina ed Astori leader della squadra sarda. Diego Lopez, ai microfoni di Sky, ha voluto ricordare i tragici attimi seguiti alla notizia della scomparsa del numero 13 per poi ricordare, con gli occhi lucidi, gli anni trascorsi insieme: «E’ stata una giornata molto brutta. Il direttore Rossi si era avvicinato, un po’ strano. Io, inconsapevole, scherzai sulla partita che stava per iniziare. Lui mi ha detto che riguardava Astori, mi ha detto “è morto”. Mi ricordo il primo anno di Davide al Cagliari, fece sei-sette partite da titolare. Dal secondo faceva coppia fissa con me. Quando sono tornato al Cagliari da allenatore l’ho trovato da vice-capitano: averlo come giocatore è stato il massimo. Conoscendo i genitori ti rendi conto del perchè Asto era così. La forza che hanno loro è immensa».

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