
Lazio Cagliari, il 2-1 dell’Olimpico lascia aperto un interrogativo: come sarebbe finita se Colombo avesse fermato il gioco dopo la pallonata a Deiola? L’episodio decisivo, i rigori non concessi e una partita nella quale le scelte arbitrali hanno avuto un peso importante
Un punto conquistato all’Olimpico avrebbe interrotto la serie di sconfitte del Cagliari, restituendo fiducia a una squadra reduce da settimane difficili. Invece, contro la Lazio, è arrivato il quarto ko consecutivo. Il risultato finale di 2-1, però, lascia spazio a una domanda che va oltre la prestazione dei rossoblù: cosa sarebbe successo se l’arbitro Andrea Colombo avesse interrotto il gioco prima del gol di Andrea Pinamonti? È l’episodio più controverso di una partita nella quale la direzione arbitrale ha suscitato diverse discussioni. E anche se nessuno può riscrivere il risultato, è possibile analizzare quanto quella decisione abbia inciso sull’andamento dell’incontro.
Lazio Cagliari, il gol di Pinamonti dopo la pallonata a Deiola: l’episodio che cambia tutto
Siamo all’83° minuto. La Lazio attacca e una conclusione ravvicinata di Fisayo Dele-Bashiru colpisce violentemente il volto di Alessandro Deiola.
Il centrocampista del Cagliari finisce a terra, visibilmente dolorante. Colombo, però, non interrompe il gioco e l’azione prosegue fino alla rete del 2-1 firmata da Andrea Pinamonti. È questo il momento che cambia la partita e alimenta le maggiori perplessità sulla direzione arbitrale.
L’ex arbitro Luca Marelli, analizzando l’accaduto, ha sostenuto che la decisione più corretta sarebbe stata fermare il gioco per tutelare la sicurezza del calciatore colpito al volto.
Il punto non riguarda un fallo commesso da un giocatore della Lazio, ma la necessità di intervenire davanti a una situazione potenzialmente pericolosa. Se Colombo avesse fischiato immediatamente, quell’azione non sarebbe arrivata al gol di Pinamonti. È una conseguenza diretta dell’interruzione mancata, non una semplice ipotesi sulla prestazione delle due squadre.
Lazio Cagliari, cosa sarebbe successo con il gioco interrotto? Il pareggio era possibile
La domanda successiva è inevitabile: senza quella rete, il Cagliari avrebbe portato a casa un punto? È una possibilità concreta, ma non una certezza.
Al momento dell’episodio, la partita era sull’1-1. Fermando il gioco dopo il colpo al volto di Deiola, l’arbitro avrebbe impedito alla Lazio di completare proprio quell’azione offensiva. I rossoblù avrebbero quindi conservato il pareggio in quel momento, con ancora alcuni minuti da giocare, recupero compreso.
Non possiamo sapere se la Lazio avrebbe trovato un’altra occasione per segnare, né come sarebbe cambiato l’atteggiamento delle due squadre. Possiamo però osservare un dato: il Cagliari era riuscito a rimanere in partita contro una formazione che occupava il primo posto in classifica e aveva già conquistato 22 punti nelle prime otto giornate.
Lo stesso Gennaro Gattuso, nella conferenza stampa successiva, ha ammesso che a un certo punto si sarebbe accontentato del pareggio, riconoscendo le difficoltà incontrate contro la squadra di Fabio Pisacane. Un punto all’Olimpico non avrebbe risolto tutti i problemi dei rossoblù, ma avrebbe avuto un significato importante dopo tre sconfitte consecutive.
Lazio Cagliari, perché il VAR non poteva intervenire sul gol contestato
C’è un aspetto regolamentare che rende ancora più delicata la vicenda. Secondo la spiegazione fornita da Marelli, il VAR non poteva richiamare Colombo al monitor per correggere la mancata interruzione del gioco. La valutazione sulla necessità di fermare l’azione dopo la pallonata a Deiola spettava infatti al direttore di gara.
Questo significa che un errore nella gestione di un episodio legato alla sicurezza di un calciatore può avere conseguenze importanti senza rientrare necessariamente nei casi previsti per una revisione video.
È proprio questa la particolarità dell’azione del 2-1: non si discute di un fuorigioco o di un fallo nell’immediata costruzione del gol, ma di un gioco che, secondo l’analisi dell’ex arbitro, avrebbe dovuto essere interrotto prima. Una distinzione fondamentale per comprendere le proteste rossoblù senza attribuire al VAR responsabilità che, in questa circostanza, non gli competono.
Lazio Cagliari, dagli episodi in area alle ammonizioni: non tutte le decisioni hanno penalizzato i rossoblù
Concentrarsi sul gol di Pinamonti non significa ignorare il resto della direzione arbitrale. La partita ha presentato numerose situazioni controverse, alcune delle quali hanno riguardato anche possibili provvedimenti a sfavore del Cagliari.
Già al 4° minuto, Deiola ha rischiato l’ammonizione per un intervento in ritardo su Noslin. Al 18°, una situazione simile ha coinvolto Zé Pedro e Zaccagni, ma in entrambi i casi Colombo ha evitato il cartellino. Al 43°, la Lazio ha chiesto un calcio di rigore per il contatto tra Fazzini e Frattesi. La decisione di non assegnarlo appare condivisibile, considerando la dinamica dell’azione.
Anche al 63°, sul contrasto tra Juan Rodriguez e Dele-Bashiru, il mancato penalty trova una spiegazione nell’anticipo del difensore rossoblù. Dall’altra parte, al 69°, Trepy ha lamentato un contatto al ginocchio nell’area biancoceleste, giudicato non sufficiente per concedere il rigore.
Nel finale è arrivata inoltre l’espulsione di Adam Obert per doppia ammonizione, con un secondo giallo che, secondo la ricostruzione della moviola, appare giustificato. La direzione di Colombo, dunque, non può essere letta come una sequenza di decisioni tutte contrarie al Cagliari. Alcune valutazioni hanno favorito i rossoblù, altre sono risultate corrette. L’episodio di Deiola resta però quello con l’impatto più diretto sul risultato.
Lazio Cagliari, l’errore arbitrale pesa ma non cancella i problemi della squadra di Pisacane
Ragionare su ciò che sarebbe potuto accadere non significa attribuire esclusivamente all’arbitro la quarta sconfitta consecutiva del Cagliari. La formazione di Pisacane ha subito 12 gol nelle ultime quattro giornate, un dato che evidenzia difficoltà difensive indipendenti dagli episodi dell’Olimpico.
Eppure, contro la Lazio, i rossoblù erano riusciti a rimanere in equilibrio fino agli ultimi minuti, mettendo in difficoltà una delle squadre più in forma del campionato. È qui che la decisione di Colombo assume un peso particolare.
Non si può sostenere che il Cagliari avrebbe certamente pareggiato, così come sarebbe scorretto affermare che la Lazio non avrebbe potuto segnare nuovamente. Ma senza la mancata interruzione dopo la pallonata a Deiola, il gol decisivo di Pinamonti non sarebbe arrivato in quella specifica azione.
Il Cagliari avrebbe avuto la possibilità di difendere l’1-1 negli ultimi minuti, provando a interrompere una striscia negativa che sta diventando pesante anche sul piano psicologico. La sconfitta rimane, così come rimangono gli errori da correggere. Ma la partita dell’Olimpico lascia una domanda legittima: quanto sarebbe cambiato il momento del Cagliari se, all’83°, Colombo avesse fermato il gioco?