Jeda: «Cagliari buona squadra, si riprenderà. Rastelli? Va lasciato lavorare»

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Grande protagonista di quell’1-4 rifilato a domicilio alla Lazio nel 2008/09 con una doppietta di testa, Jeda ha parlato della sfida di domani tra il Cagliari e la Lazio. L’attaccante classe ’79 ora gioca nel Seregno, in Serie D, ma continua a seguire il Cagliari e la scorsa settimana ha incontrato la squadra di Rastelli.

 

Il brasiliano, 22 gol in 87 partite con la maglia rossoblù, non crede che la sconfitta contro la Fiorentina possa spegnere l’entusiasmo che si era creato per il buon avvio di torneo: «Io sono stato a trovare il Cagliari prima della partita con l’Inter. Ho trovato una squadra molto tranquilla e sicura di sé. In questi casi non bisogna farsi prendere dalla negatività di un tale risultato. Io mi aspettavo una partita spettacolare. Perdere 5-3 in casa per una squadra come il Cagliari è un qualcosa di strano, questo sì. Il problema è stata la concentrazione: esser passati in vantaggio subito ha fatto magari pensare inconsciamente di aver come già vinto. Lì invece serviva dare quel qualcosa in più, anche perché la Fiorentina è una squadra forte e di qualità. Ma, ripeto, non occorre fare allarmismi. I rossoblù sono una buona squadra, ma devono giocare sempre al massimo», ha detto a news.superscommesse.it.

 

RASTELLI Qualche parola anche su Rastelli: «La società ha fatto un mercato di livello, prendendo giocatori forti e di categoria. Rastelli l’anno scorso ha fatto un qualcosa di importante. Va lasciato lavorare. La classifica è ottima e con la rosa al completo si potrà fare ancora meglio. La gente non deve pretendere chissà cosa. Il Cagliari non deve vincere il campionato. La proprietà è cambiata da poco. Occorre del tempo per assestarsi e bisogna vedere cosa accade quest’anno. Vediamo dove può arrivare. Io sono dell’idea che possa fare molto bene. Può ambire tranquillamente a un posto in Europa, perché il campionato aperto e te la puoi giocare con tutti, eccetto le prime tre/quattro. Una sconfitta non può mettere in discussione tutto il lavoro dell’allenatore».

 

LAZIO-CAGLIARI 1-4 – La mente viaggia poi all’indietro, fino al 25 gennaio 2009, quando il Cagliari espugnò l’Olimpico di Roma superando con un netto e convincente 1-4 la Lazio: «Quella fu una partita molto particolare. I biancocelesti sbagliarono due rigori. Segnarono dopo tre minuti, ma dopo 5 ribaltammo la partita. Azioni da una parte e dall’altra. Un bello spettacolo». Poi si torna al presente: «Spero che domani sia una partita spettacolare con parecchi gol. I rossoblù giocano un calcio aperto e senza paura di affrontare nessuna squadra».

 

LA LAZIO – «Chi temo dei biancocelesti? I tre là davanti. Immobile è un giocatore di grande movimento, bravo ad attaccare le profondità e soprattutto sa fare gol. Lui e Belotti saranno il futuro della Nazionale. Ieri tra l’altro, oltre ad aver fatto una rete meravigliosa, ha dimostrato maturità e rispetto, non esultando dopo esser stato fischiato. Lui ha sempre onorato la maglia del Torino e quindi sinceramente non capisco i fischi. Poi ci sono Anderson, che è ormai una realtà, e Keita, un giovane di grande qualità di qualità. Riuscire a bloccare le fasce potrebbe essere davvero importante. La Lazio dipende molto dalla loro individualità. Limitarli significherebbe far perdere molto ai biancocelesti».

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