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2013

I 10 momenti da ricordare del 2013

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Il 2013 è stato un anno difficile per il Cagliari, che, dopo essere stato costretto all’esilio in terra friulana, è tornato a giocare per pochi intimi al Sant’Elia, in attesa di una definitiva ristrutturazione dell’impianto del capoluogo sardo, oppure della costruzione della Karalis Arena. In questo focus rivivremo i 10 momenti più significativi dell’anno solare che sta per concludersi.

10- Il Cagliari, come ogni anno, non dà importanza alla Coppa Italia e si fa eliminare al terzo turno dal modesto Frosinone. I rossoblù preferiscono puntare solo sul campionato, ma così facendo ignorano un torneo, la cui vittoria garantirebbe la qualificazione alla tanto sognata Europa League.

9- Il presidente Massimo Cellino riesce a trattenere nel mercato estivo tutti i pezzi da 90 della compagine sarda. Astori e Nainggolan, richiestissimi da squadre di mezza Europa, sono rimasti al Cagliari per tutto il 2013.

8- Vlada Avramov si scrolla di dosso l’etichetta di eterno dodicesimo, approfittando di un vistoso calo di forma del collega Agazzi, forse distratto dalle voci di mercato. A partire dal mese di novembre la porta rossoblù è stata difesa dal serbo, che ha prontamente dimostrato di essere un grande estremo difensore. Encomiabile la prestazione di Avramov nel posticipo di lunedì 25 novembre contro l’allora capolista Roma, fermata sullo 0-0 grazie alle prodezze del portiere di Novi Sad.

7- Il 2013 è stato l’anno del colombiano Ibarbo. L’attaccante nativo di Cali ha finalmente trovato la continuità ed è riuscito a segnare ben 8 gol nell’arco dell’anno solare. La ciliegina sulla torta è stata la convocazione in Nazionale per le amichevoli di novembre contro Belgio e Olanda. Ibarbo ha trovato anche il primo gol con la maglia dei Cafeteros nella partita contro i Diavoli Rossi di Wilmots.

6- Diego Lopez è diventato nel mese di luglio l’allenatore del Cagliari, sostituendo l’ex centrocampista rossoblù Ivo Pulga, ora suo secondo. El Jefe, nonostante un inizio di campionato difficile, è riuscito a portare la compagine sarda in una zona tranquilla di classifica, grazie ad una serie di 6 risultati utili consecutivi, con cui ha chiuso nel migliore dei modi il 2013.

5- Sono 5 i sardi che hanno giocato con la maglia del Cagliari nel 2013. Se Cossu ha disputato appena 24 partite a causa di numerosi infortuni che ne hanno condizionato l’impiego, il diciannovenne Murru ha conquistato a suon di buone prestazioni il posto da titolare. Sau è il capocannoniere della squadra con 11 realizzazioni, mentre Pisano, che ha segnato il suo primo gol in Serie A il primo febbraio contro la Roma all’Olimpico, ha vissuto una delle sue migliori stagioni, anche se è stato costretto a saltare diverse gare a causa di una frattura al perone. In evidenza anche il ’95 Del Fabro, che nel 2013 ha giocato egregiamente tre partite contro Lazio, Juventus e Napoli. Il diciottenne algherese ha già dimostrato di saper tenere a bada grandi attaccanti come Klose, Vucinic e Higuain.

4- Nell’anno del fallimento di Is Arenas i rossoblù hanno prima trovato asilo in quel di Trieste, per poi fare ritorno in un decadente Sant’Elia. Domenica 14 aprile il Cagliari supera al Nereo Rocco l’Inter di Stramaccioni grazie ad una doppietta del Pistolero Pinilla. Circa 200 tifosi possono così festeggiare quella straordinaria vittoria ospiti del Centro Sportivo di Assemini, stando vicini al presidente Cellino, recluso ai domiciliari a causa delle beghe giudiziarie dello stadio quartese, dopo essere stato anche in carcere per diverse settimane.

3- Decisive le due vittorie casalinghe contro il Genoa del 13 gennaio e dell’8 dicembre. I rossoblù vincono entrambi gli scontri-salvezza in rimonta per 2-1. A decidere l’incontro giocato a Is Arenas ci pensano Sau e Conti allo scadere, permettendo alla coppia PulgaLopez di salvare la panchina e di uscire da un periodo negativo di 6 sconfitte di fila. Al Sant’Elia è ancora Sau, con una doppietta, a regalare la gioia dei tre punti ai propri tifosi.

2- Il 19 ottobre il Cagliari torna finalmente a giocare in Sardegna in un Sant’Elia a capienza ridotta. A farne le spese è il Catania, messo alle corde da uno straripante Ibarbo e da un commovente Pinilla, che esulta andando ad abbracciare i tifosi in curva.

1- I rossoblù superano il Torino il 24 febbraio e il 10 novembre grazie a due doppiette di capitan Conti. Dieci mesi fa il numero 5 esultava, abbracciando il figlio Bruno, per la prima volta allo stadio nelle vesti di raccattapalle. La replica in questa stagione, con due gol su calcio di punizione, festeggiati ancora una volta con un abbraccio al figlio, stavolta Manuel.