Giulini: «Nainggolan? Se l’Inter non lo tiene noi ci siamo»

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© foto 18-12-2019 Assemini, Calcio Serie A 2019/20, Asseminello, Conferenza stampa Giulini. Foto Gianluca Zuddas per Cagliarinews24.com. Nella foto: Giulini

Il presidente del Cagliari Giulini apre alla permanenza di Radja Nainggolan in rossoblù, ma dipenderà dall’Inter che ne detiene il cartellino

Intervenuto ai microfoni di Telelombardia, Tommaso Giulini ha parlato del futuro di Radja Nainggolan e della ripresa del campionato di Serie A. Il presidente del Cagliari sul belga: «Ha grandissima personalità e l’Inter già quest’anno ha tentato di prendere giocatori di personalità. come ad esempio Diego Godin. A mio parere farebbe comodo a tutti i clubdi prima fascia e la stessa Inter farebbe un affare a tenerselo, altrimenti ci saremo anche noi. Però dipenderà dall’Inter, che detiene il cartellino, e non abbiamo ancora affrontato il tema futuro».

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Giulini sul futuro della Serie A 2019/2020: «Le idee mutano nel tempo. Un mese fa, in piena crisi, ancora non si riusciva a percepire le tempistiche per avere le condizioni per ripartire. Ero pessimista. Poi abbiamo capito, col tempo e coi numeri, che ci sono margini per la ripartenza e a un mese da oggi, quando potremmo ripartire, speriamo la situazione continui a migliorare. Se il calcio dovesse ripartire sarebbe la cosa più giusta per i club, i tifosi e i giocatori giocatori stessi. Soprattutto per i club perché se il calcio riparte in altri paesi sarebbe complicato per noi poi competere con gli altri campionati. Ripartire il 20 giugno? Questo non lo so e non dipende da me, se ne parlerà il 28 maggio. Dipende dalla curva dei contagi e degli stakeholder, intanto sarebbe importante chiudere il 2 agosto per non incidere sulla prossima stagione. Ci sono anche le coppe europee e bisogna permettere a chi le disputa di affrontarle al meglio. Pensiamo quindi a quando finire prima ancora di quando cominciare,detto questo per terminare il 2 agosto, la data che vogliamo, sarebbe meglio partire il 13 giugno».

Sul taglio degli stipendi: «Abbiamo sempre detto ai ragazzi che, avendo giocato la prima partita il 1° marzo contro la Roma e non avendo fatto nulla a marzo e aprile fatta eccezione per qualche allenamento e qualche seduta in smart working, volevamo risparmiare almeno una delle due mensilità. Dopo un mese di chiacchierate lo hanno capito, dal ds al mister e tutti, abbiamo pagato marzo e hanno accettato di rinunciare ad aprile. Tutta la famiglia Cagliari ha rinunciato alla mensilità aiutando il Club che ovviamente ha riscontrato perdite. Maggio e giugno, se ripartiamo, non sono in discussione».

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