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Fiorentina-Cagliari, nel ricordo di Astori

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Domani si scenderà in campo per la diciassettesima giornata. Fiorentina e Cagliari saranno avversarie, unite nel ricordo di Astori

Da tre anni ormai Fiorentina-Cagliari è sempre una partita speciale. Il perché è chiaro a tutti. La scomparsa di Davide Astori ha segnato il mondo del calcio italiano e in modo particolare queste due squadre, nelle quali il grande Asto ha militato.
Le emozioni che suscita questo match non si possono spiegare a parole. In campo, sugli spalti, nei divani a casa, tutti vivono questa gara in un modo indescrivibile. Si respira quasi un’aria magica durante questi novanta minuti. Il cuore batte più forte, brividi corrono lungo la schiena senza un apparente motivo, gli occhi diventano lucidi e qualche viso viene rigato dalle lacrime. Lo sguardo cerca di concentrarsi su quella palla che rotola sull’erba, ma qualcosa distrae tutti, giocatori e spettatori. Che cosa esattamente? Chi è che attira la nostra attenzione? Una rapida occhiata intorno, ma nulla sembra essere fuori posto.
Le squadre sono in campo, le panchine ai loro posti, i mister stanno dentro l’area tecnica, l’arbitro con il fischietto tra le mani. È tutto okay, giusto? No, non ancora. Si sente una presenza sul terreno di gioco. È fortissima, benigna, aleggia sullo stadio intero, sulle case dei sostenitori viola e rossoblù e sembra che voglia abbracciare tutti coloro che sono partecipi, direttamente e indirettamente, a questo scontro.
È lui, non ci sono dubbi. Il nostro Davide, quello che con un sorriso illuminava le giornate di tutti. Sì, è proprio quel mitico Asto che aveva sempre una parola di conforto per i più giovani, per ogni singolo compagno, per i tifosi delusi da un incontro andato male. È proprio quell’Asto che con i suoi valori, con il suo essere uomo prima ancora di essere calciatore, ha fatto in modo che il mondo del pallone cominciasse a brillare di una luce unica. È quel Davide che porgeva una mano d’aiuto a chiunque gliela chiedesse. È quel ragazzo semplice, che tutti hanno imparato ad amare e apprezzare.
Forse è proprio vero, caro Asto, che tu non te ne sei mai andato perché, chiunque ha avuto la fortuna di incontrarti, ti sente dentro e continua a viverti. Domani, al Franchi, sappiamo tutti che ci sarai anche tu. Sappiamo tutti che, durante quel 13esimo minuto, tu sarai lì, a salutare e stringere tra le tue braccia ogni singola persona che alzerà gli occhi al cielo cercando il tuo volto sereno e sorridente.
Qualche giorno fa era anche il tuo compleanno e ti abbiamo tutti immaginato seduto davanti alla tua torta, mentre spegnevi le tue 34 candeline, in attesa di giocarti questa partita da grande ex. Quanto ci sarebbe piaciuto vederti realmente e unirci ai tuoi festeggiamenti… Ti aspettiamo domani in campo Asto.
Ciao, Capitano!

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