Faragò, un rientro da sogno

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© foto 20-10-2019 Cagliari, Calcio Serie A 2019/20, Sardegna Arena, Cagliari vs Spal. Foto Gianluca Zuddas per Cagliarinews24.com. Nella foto: Faragò

Il rientro da favola di Paolo Faragò: lanciato dal 1′ (e in un ruolo non suo) dopo sei mesi di stop, il classe ’93 ha coronato una prestazione positiva con il gol

«Sono felicissimo, è una delle giornate più belle della mia vita. Neanche nel miglior sogno avrei potuto immaginare che potesse andare così». Nella pancia della Sardegna Arena, dopo una vittoria pesante che ha anche la sua firma, Paolo Faragò non ha voluto mettersi freni. Come non li ha messi dopo che ha visto la palla superare la linea della porta di Berisha: corsa liberatoria verso la curva Nord e giù per terra, a prendersi l’abbraccio dei compagni e la gioia dei tifosi. Una soddisfazione enorme per il classe ‘93, tornato poco più di una settimana fa ad allenarsi con la squadra e lanciato in campo addirittura dal 1’ dopo sei mesi esatti di assenza. Per di più in un ruolo che suo non è, ma che – vista anche la grande concorrenza a centrocampo – potrebbe tentare di interpretare. E non a caso ha voluto specificare che lui, da terzino, può giocarci…

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UN RIENTRO DA SOGNO – Da esterno destro Faragò, soprattutto in avvio, ha fatto un po’ di fatica contro uno sgusciante Reca. Una volta prese scrollate di dosso le inevitabili emozioni, l’esterno di Catanzaro ha preso le contromisure al dirimpettaio polacco ed ha messo in mostra una condizione fisica straordinaria, se si considera che mancava dal campo da circa 180 giorni. E quel gol sì, è stato un caso, come ha detto lo stesso Faragò nel post partita. Ma non del tutto: il ventiseienne ha alzato la pressione su Floccari, inducendo l’attaccante all’errore, ed ha poi accompagnato l’azione con la palla che – anche con un pizzico di fortuna – gli è tornata sui piedi. Davanti a Berisha, poi, sarebbe stato un vero peccato sbagliare e mancare un raddoppio pesantissimo per il Cagliari e per lui stesso. Un piatto destro incrociato per cancellare gli ultimi difficili sei mesi. E per prendersi l’affetto di compagni e tifosi.