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Diego Lopez: «Mondiali ogni due anni? Impossibile per giocatori e allenatori»

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Le dichiarazioni dell’ ex giocatore e tecnico del Cagliari Diego Lopez sulle pagine de Il Corriere dello Sport

Diego Lopez, ex giocatore e tecnico del Cagliari, ha rilasciato un’intervista sulle pagine de Il Corriere dello Sport in cui ha avuto modo di parlare soprattutto della sua esperienza in Nazionale con l’Uruguay. Un’avventura da sogno ma anche da incubo.

STOP – «Quando sei giovane sei pronto a fare tutto e per un uruguagio significa tanto: lasci ogni cosa per andare a vestire la maglia della tua nazionale. Gli anni passano e la vedi in un altro modo. Dici: mi paga il club. Quando è arrivato Tabarez, io ho fatto una scelta. Avevo poco più di trent’anni e mi sono detto: basta, in nazionale non ci vado più. Troppo stress? Non facevo bene, non reggevo».

TRE PARTITE IN UNA SETTIMANA – «Diventa tutto sempre più difficile. Chi paga è la società e, ovviamente, i calciatori. Tornano e non sono al cento per cento, sono stanchi. Speriamo so risolva, con due partite è più gestibile».

CARRIERA – «Penso che la mia scelta abbia allungato la mia carriera. Conoscevo il mio fisico, non era la prima volta che tornavo infortunato. Ma la Nazionale è il massimo, uno a vent’anni non ci vuole rinunciare».

SOLUZIONE – «Non so se esista una soluzione. Di sicuro è impossibile che si possano fare i Mondiali ogni due anni. Non c’è solo quello, le qualificazioni dove le lasci? Non si può arrivare a un accordo con un club, sono i club che pagano e che vogliono aver i giocatori».

NAZIONALE, PROBLEMA PER L’ALLENATORE – «È un casino. Si leggono cosa tipo: l’allenatore ha due settimane per preparare la squadra.Due settimane? Sì ma con cinque, sei titolari quando va bene. Anche a Brescia mi è capitato di lasciare fuori dei ragazzi perché rientravano il venerdì sera. Magari venivano in ritiro ma poi devi vedere come stanno e farli giocare è complicato».