Chiudete la porta

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Ventitre gol subiti in dieci partite, la media è facilissima: 2,3 volte a partita il Cagliari si trova a dover raccogliere il pallone in fondo alla propria rete. Tante, troppe. La difesa rossoblù è la più perforata della Serie A, il pessimo record è stato strappato a un Crotone che si trova sconsolato sul fondo della graduatoria con due punti.
C’è un problema evidente di solidità nella squadra di Rastelli, che comunque con 13 punti conquistati ha una posizione da cui poter lavorare con l’opportuna serenità sui propri limiti difensivi. 

 

Premesso che il problema non è individuale, perché se gli avversari affettano il pacchetto arretrato rossoblù e si presentano al tiro continuamente non si può pretendere il miracolo costante del portiere, occorre trovare il giusto equilibrio di copertura a livello di disposizione in campo. Poteva essere un caso di forza maggiore l’imbarcata presa allo Juventus Stadium, ma ora le ultime due partite hanno consegnato il deprimente bottino di nove reti subite e non ci si può nascondere. Tanti gli errori individuali nella batosta dell’Olimpico di ieri, palloni persi colpevolmente e altri rimbalzati in modo assurdo: attenzione però a non considerare il tutto una casualità, il più delle volte quando un giocatore sbaglia c’è dietro la responsabilità di un movimento di squadra che non funziona a dovere.

 

Quando non sono gli esterni avversari a far scattare i pericoli si aprono i varchi centrali, la sensazione è che il centrocampo in questa fase del campionato non riesca a offrire adeguato filtro alla difesa. In alcuni momenti della gara di ieri Rastelli ha spostato le pedine piazzando di fatto un 4-4-2 che cercasse di creare una barriera, ma il risultato non è cambiato significativamente. Più probabilmente deve rodarsi meglio l’interazione fra i ruoli, il supporto che gli interni devono dare ai terzini (senza lasciare il vuoto a centrocampo, e va trovata la chiave) e la linea mediano/trequartista che deve sapersi spostare di diversi metri in verticale per garantire interdizione e costruzione senza sfilacciare la squadra.

 

Le cose su cui lavorare sono tante, partono da lontano e vanno verso la porta. Il tutto con l’ostacolo dei tanti infortuni, ultimo quello di Murru ieri sera. Lunedì arriva al Sant’Elia il Palermo, occasione per scavare il solco fra il Cagliari e la zona rovente della classifica. I rosanero dovranno trovare la porta rossoblù finalmente chiusa a chiave, quando i punti valgono doppio non è permesso farsi trovare impreparati.

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