Cagliari, taglio stipendi: rinvio da marzo ad aprile

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© foto 16-12-2019 Cagliari, Calcio Serie A 2019/20, Sardegna Arena, Cagliari vs Lazio. Foto Gianluca Zuddas per Cagliarinews24.com. Nella foto: Giulini

Cagliari, capitolo taglio stipendi: la mensilità non retribuita dovrebbe essere quella di aprile. Resterebbe da trovare un accordo con alcuni rossoblu

Lo scorso 31 maggio Tommaso Giulini aveva annunciato di aver trovato un accordo di massima con i suoi calciatori per il taglio di una mensilità. Anche se, stando alle voci di corridoio, ci sarebbe qualche attrito con alcuni rossoblu: questioni da risolvere individualmente. Gran parte della rosa ha scelto di rinunciare ad una mensilità, che però non dovrebbe essere quella di marzo. Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, la mensilità non pagata sarà quella di aprile. La squadra, infatti, nei prossimi giorni riceverà interamente lo stipendio di marzo: secondo l’accordo collettivo dei calciatori, i compensi devono essere versati entro il 20 del mese successivo, pena la costituzione in mora della società da parte del tesserato.

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Dunque il club di Giulini erogherà per intero lo stipendio di marzo, che ha visto i giocatori in piena attività sino all’8 ed in smart training in casa per il resto del mese. Lo stipendio non versato dovrebbe essere quello di aprile: il mese corrente, per via del primo decreto ministeriale relativo all’emergenza sanitaria, è ci concluderà senza attività sui campi (permessi, invece, i lavori di riabilitazione e fisioterapia ad Asseminello per gli infortunati). Dopo i tentativi falliti tra FIGC, Lega Serie A ed AIC per arrivare ad un accordo collettivo, i club devono proseguire individualmente seguendo le linee dettate dalla stessa Lega.

In questo senso in casa Cagliari ci sarebbero stati dei confronti a distanza tra i calciatori per trovare un accordo collettivo interno. Ed anche questo potrebbe essere uno dei motivi del rinvio di un mese del taglio. Una volta firmato dai tesserati, l’accordo dovrà essere ratificato dall’Ispettorato del Lavoro e poi depositato in Lega. Situazione in divenire, legata a doppio filo alla pandemia: non è escluso che, in caso di mancata ripresa delle attività, la sospensione degli stipendi sia allargata ai mesi a venire.